Piazza Affari in evidenza: Ftse Mib +1,09% e il mercato torna alla prova della forza

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Il Ftse Mib future chiude sul 61,8% di ritracciamento: livello chiave tra nuova gamba rialzista e pausa di consolidamento

Piazza Affari in evidenza: Ftse Mib +1,09% e il mercato torna alla prova della forza

Piazza Affari ha archiviato la seduta di ieri in deciso rialzo, con il Ftse Mib in progresso dell’1,09%, confermandosi tra i listini europei più solidi della giornata. Il mercato milanese ha beneficiato soprattutto della buona impostazione del comparto finanziario, che continua a rappresentare il principale motore dell’indice, sostenuto da aspettative ancora favorevoli sugli utili e da un quadro tecnico costruttivo.

Segnali eterogenei dal contesto macro Usa

Il contesto macroeconomico europeo offre segnali eterogenei ma complessivamente compatibili con uno scenario di crescita moderata.

In Francia, la fiducia dei consumatori di gennaio resta invariata a 90 punti, in linea con le attese ma ancora distante dalla media di lungo periodo, a conferma di un clima di cautela delle famiglie.

Più incoraggiante il dato dalla Spagna, dove il tasso di disoccupazione del quarto trimestre è sceso al 9,90%, meglio del consenso, segnalando una tenuta del mercato del lavoro.

Nel Regno Unito emergono invece segnali di accelerazione dei prezzi al dettaglio e crescenti pressioni sui margini delle imprese, anche alla luce dei recenti cambiamenti di policy e di un contesto geopolitico più complesso.

Sul piano politico-commerciale, il mercato guarda con interesse all’accordo commerciale tra India e Unione Europea, che prevede una riduzione delle tariffe su un’ampia gamma di beni.

L’intesa viene letta come un elemento potenzialmente favorevole per gli scambi internazionali e per alcuni settori industriali europei, in un momento in cui la diversificazione delle catene del valore resta un tema centrale.

Dal fronte asiatico arrivano segnali più costruttivi dalla Cina

Dal fronte asiatico arrivano segnali più costruttivi dalla Cina, dove gli utili delle industrie hanno registrato un incremento nel 2025, invertendo il calo dell’anno precedente.

A dicembre, i profitti industriali sono cresciuti del 5,3% su base annua, ribaltando il pesante -13,1% di novembre, grazie soprattutto al contributo dei settori della produzione di macchinari e dell’alta tecnologia.

Su base annua, gli utili industriali sono saliti dello 0,6%, dopo il calo del 3,3% registrato nel 2024. Il dato viene interpretato come un primo segnale di stabilizzazione del ciclo industriale cinese, seppur ancora fragile.

Dati macro Usa, quadro misto

Negli Stati Uniti, i dati macro diffusi nel corso della giornata restituiscono un quadro misto. Le vendite comparabili misurate dal Redbook sono cresciute del 7,1% su base annua nella settimana terminata il 24 gennaio, in accelerazione rispetto alla settimana precedente, segnalando una domanda dei consumatori ancora solida.

Sul fronte immobiliare, l’indice S&P Case-Shiller ha mostrato un calo dello 0,1% a novembre, in linea con il mese precedente, mentre l’indice FHFA ha registrato una crescita mensile superiore alle attese, evidenziando una dinamica non uniforme del mercato delle abitazioni.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ha sorpreso al rialzo, anche se la componente delle aspettative resta debole, suggerendo che l’ottimismo attuale non si traduce ancora in una visione pienamente positiva sul futuro. Gli indici regionali della Fed relativi al settore manifatturiero e ai servizi indicano un rallentamento dell’attività, ma senza segnali di deterioramento marcato o di brusca frenata ciclica.

Trump parla ancora di dazi

Sul fronte politico, le dichiarazioni del presidente Trump sull’intenzione di aumentare i dazi su alcuni beni provenienti dalla Corea del Sud non hanno avuto un impatto significativo sui mercati, anche perché al momento mancano indicazioni chiare sulle tempistiche e sull’effettiva portata delle misure.

In questo contesto, l’attenzione degli investitori resta fortemente concentrata sulla stagione delle trimestrali e, soprattutto, sull’imminente decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, che rappresenta il principale catalizzatore di breve periodo.

Il buon andamento di Piazza Affari suggerisce che, almeno per ora, il mercato continua a privilegiare una lettura costruttiva dello scenario, bilanciando dati macro contrastanti con la resilienza degli utili e la tenuta dei settori chiave dell’indice.

Ftse Mib future su un punto tecnicamente molto significativo

Il Ftse Mib future ha chiuso la seduta in un punto tecnicamente molto significativo, in corrispondenza del 61,8% di ritracciamento del ribasso avviato dal massimo del 6 gennaio.

Non si tratta di un livello qualunque: il 61,8% rappresenta da sempre uno spartiacque chiave tra una semplice correzione tecnica e un vero tentativo di ripresa del trend rialzista precedente.

Grafico sostenuto dalle medie mobili

Il movimento di recupero partito dai minimi di metà gennaio è stato ordinato e ben strutturato.

Dopo la rottura a novembre del canale correttivo di tipo “flag”, i prezzi hanno accelerato al rialzo, riportandosi sopra le principali medie mobili. In particolare, la media mobile esponenziale a 50 giorni ha offerto un supporto efficace nella fase di rientro, mentre la EMA a 10 giorni continua a guidare il trend di brevissimo periodo.

L'importanza dei ritracciamenti di Fibonacci

La chiusura sul 61,8% indica che il mercato sta ora entrando in una fase di decisione. Da un lato, la capacità di recuperare una porzione così ampia del ribasso segnala forza di fondo e un ritorno convinto degli acquisti.

Dall’altro, è proprio su questi livelli che spesso emergono prese di beneficio, con il rischio di una pausa o di un consolidamento.

Dal punto di vista dei livelli, la tenuta dell’area attuale rafforzerebbe l’ipotesi di prosecuzione del movimento verso i massimi di periodo, con obiettivo naturale in area 46.400 punti, corrispondente alla proiezione dell’ampiezza del flag (1,618 volte).

Al contrario, un mancato superamento del 61,8% e un ritorno sotto i primi supporti dinamici a 45.000 riporterebbero l’attenzione su una fase di consolidamento più ampia, senza però compromettere immediatamente il trend di medio periodo, che resta costruttivo finché i prezzi rimangono sopra la EMA a 50 giorni a 44.490.

In sintesi, la seduta si è chiusa su un livello che obbliga il mercato a scoprirsi.

Il Ftse Mib future ha dimostrato reattività e forza, ma ora serve una conferma: sopra il 61,8% il recupero può trasformarsi in nuovo impulso rialzista, sotto questo livello aumenterebbe la probabilità di una pausa tecnica dopo l’allungo delle ultime sedute.

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