Auto UE: il 2025? Un anno di transizione
pubblicato:I dati Acea sulle vendite mettono in luce i trend di un settore e di un mercato carichi di sfide. Nell’anno le quattro ruote crescono dell’1,8%, ma sono lontani i livelli pre-Covid A dicembre un incoraggiante +5,8% e le elettriche pure sono al 17,4% del mercato del nuovo

Un anno di transizione per il mercato automobilistico europeo quello del 2025. Per questo settore basilare, che da solo copre tra impiego diretto e indiretto l’occupazione di ben 13,8 milioni di europei, quindi circa il 6,1% del totale del lavoro UE, le sfide non sono mancate, dalla transizione tecnologica alla competizione con player globali, dai riflessi sul mercato interno dei contrasti commerciali con gli Stati Uniti, ai nuovi prodotti della Repubblica Popolare cinese. Fino alle ultime evoluzioni di un quadro normativo europeo ritenuto a torto o a ragione troppo vincolante e penalizzanti per un’industria che fatica a tenere il passo e rischia di perdere competitività e livelli produttivi.
L’Acea, l’Associazione europea dei produttori di automobili, ha tirato le somme dei mercati europei delle quattro ruote e dei risultati delle principali case automobilistiche operanti in territorio UE. Sia per l’ultimo mese di dicembre, che per l’intero anno.
Auto UE, buon dicembre e la Germania tiene
Un buon segnale viene alla fine dell’anno dall’aumento delle vendite di auto in Europa del 5,8% sul dicembre 2024 a quota 963.319. Ma ancora una volta i segnali dai principali mercati sono contrastanti. Sicuramente molto positivo il mercato tedesco con un +9,7% delle nuove immatricolazioni a 246.439 veicoli mentre la Francia nello stesso lasso di tempo cede il 5,8% delle vendite a 172.927 veicoli. L’ultimo mese dell’anno vede un mercato italiano in leggera espansione (+2,3% a 108.075 vetture) e un mercato spagnolo insolitamente debole (-2,2% a 103.012 unità.
Complessivamente l’anno 2025 è stato meno vivace. In Europa son stati venduti complessivamente 10,82 milioni di auto per passeggeri (+1,8%), con performance sostanzialmente stabili per la Germania (+1,4% a 2,86 milioni di vetture) ma una Francia che chiude un anno sostanzialmente in calo (-5% le immatricolazioni a 1,63 milioni di veicoli). Debole nell’anno anche il mercato italiano (-2,1% a 1,52 milioni di veicoli) mentre il mercato spagnolo registra una performance brillante con 1,15 milioni di nuove quattro ruote per passeggeri vendute in aumento del 12,9%
Auto UE, Volkswagen resta in vetta e aumenta le vendite nel 2025, ma i problemi sono altri
Trasversale come sempre, ma più direttamente tracciabile e investibile sui mercati finanziari lo spaccato di mercato per casa produttrice.
Volkswagen accelera nel mese di dicembre con un balzo delle vendite a doppia cifra a 257.332 veicoli venduti (+10,6%), mentre nell’anno il gruppo cresce del 5,5% fino a sfiorare i 3 milioni di veicoli (2,988 milioni di veicoli). Performance guidate dal brand Cupra (+35,8% nell’anno in Europa a 528 mila veicoli) e Skoda (+9,8% a 724 mila vetture), rispettivamente terzo e secondo brand dopo quello della casa, Volkswagen appunto (1,22 milioni di quattro ruote vendute, +5% nel 2025).
Parliamo naturalmente soltanto di volumi europei, una prospettiva limitata per la casa di Wolfsburg che l’anno scorso ha stimato un impatto da oneri straordinari da 7,5 miliardi di euro dei quali ben 5 miliardi da ricollegare ai nuovi dazi di Trump sulle auto importate negli Stati Uniti, fuori dal perimetro sorvegliato da Acea oggi. Pur difendendo il giro d’affari la società tedesca ha registrato un crollo del risultato operativo nei nove mesi del 57,8% a 5,4 miliardi di euro e un utile dopo le imposte da € 3,4 mld (-61,5%) dopo un rosso da 1 miliardo nel terzo trimestre 2025. Giovano 31 miliardi di liquidità, ma è senz’altro stato un anno di sfide per il gruppo guidato dal CEO Oliver Blume, molte delle quali sono proiettate anche sul 2026.
Giova il balzo del 17% degli ordini di veicoli nell’Europa Occidentale, e la crescita dei modelli di veicoli elettrici puri (+64%), ma la sfida sui margini e gli investimenti per competere rimane.
Stellantis, un anno in calo in Europa e con produzione sforbiciata ancora in Italia
È senz’altro stato un anno molto complicato anche per Stellantis, che recupera un 6,8% a 119 mila veicoli venduti a dicembre, ma chiude il 2025 con un calo delle immatricolazioni del 4,7% a 1,66 milioni di veicoli. Sicuramente la debolezza del mercato italiano e le sfide dell’America di Trump non hanno giovato, ma la casa oggi guidata da Antonio Filosa sta attraversando una crisi d’identità che in Italia sfiora il dramma con appena 379.706 veicoli prodotti nel Bel Paese nel 2025 tra auto e veicoli commerciali, un pesante -20% su un già difficile 2024. Le autovetture prodotte in Italia da Stellantis sono state appena 213.706 (-24,5%), i veicoli commerciali appena 166 mila (-13,5%). Anche per il gruppo franco-italiano sicuramente la sfida della Repubblica Popolare cinese in arrivo sul mercato europeo sarà formidabile nonostante la partnership con Leapmotor.
Situazione affatto diversa è e sarà quella di Renault che ha chiuso un buon anno con un +5,6% delle immatricolazioni europee a 1,24 milioni di veicoli l’anno scorso, ma ha rallentato nel mese di dicembre con un -1,8% a 118 mila vetture. A metà anno il gruppo ha registrato lo chock dell’addio del CEO Luca De Meo e l’ascesa alla guida della società di Francois Prevost.
Oltre si registrano le performance di big orientali d’Europa, come Hyundai, ormai quarta casa UE per volumi di vendita (-3,1% a 808 mila vetture nel 2025) e Toyota (-6,3% nell’anno in rallentamento dopo una brillante reazione al post Covid).
Più sui margini e sul prodotto, che sui volumi le due big tedesche BMW (+6,4% a 798 mila vetture vendute in Europa nel 2025) e Mercedes-Benz (+1,5% a 568 mila veicoli). Mentre dal fondo della classifica balza all’occhio il +227% della cinese BYD a 128 mila veicoli venduti in UE l’anno scorso e il +33% a 211 mila quattro ruote della connazionale SAIC.
Auto UE, brillano nel nuovo le motorizzazioni elettrificate, mentre diesel e benzina vendono sempre meno
Un tema trasversale come quello delle motorizzazioni che può sorprendere. Parliamo sempre e soltanto delle nuove immatricolazioni in Europa (per avere un’idea basti pensare che le compravendite di auto usate in Italia coprono il 70% del totale) ma è importante notare che l’anno scorso con la crescita del 13,7% a 3,73 milioni di auto il segmento delle full hybrid (le auto ibride capaci di andare in elettrico in autonomia, ma non ricaricabili) ha coperto da solo il 34,5% delle nuove immatricolazioni con ben 3,73 milioni di unità. Primo settore in assoluto dunque, confermando un trend vistosi anche nel 2024.
Mentre continuano a perdere quota nel nuovo la benzina (-18,7% di vendite in Europa, 2,88 milioni di vetture, l’anno scorso al 26,61% del nuovo) e il diesel (-24,2% le vendite a 960 mila auto). Stupisce anche il balzo dell’elettrico puro di quasi il 30% nell’anno a 1,88 milioni di veicoli, il 17,34% di quota di mercato sul nuovo UE, seguito a distanza dal +33,4% dell’ibrido plugin (oltre un milione di auto l’anno scorso, il 9,38% delle immatricolazioni di nuovo europeo).
Forse alla fine, come alcuni hanno commentato dopo i primi allentamenti dei requisiti europei sulle emissioni delle auto, il futuro è rimasto lì, nelle nuove motorizzazioni.
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