Piazza Affari in verde. Bene Amplifon e bancari, giù i petroliferi. FTSE MIB +0,2%

di FTA Online News pubblicato:
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Il FTSE MIB segna +0,2%, il FTSE Italia All-Share +0,2%, il FTSE Italia Mid Cap +0,6%, FTSE Italia STAR +1,1%.

Mercati azionari europei positivi: EURO STOXX 50 +0,8%; Londra (FTSE 100) +0,2%; Francoforte (DAX) +1,1%; Parigi (CAC 40) +0,4%; Madrid (IBEX 35) +0,8%.

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Future su indici azionari americani in netto rialzo: S&P 500 +0,8%; NASDAQ 100 +1,4%; Dow Jones Industrial +0,8%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 +0,05%; NASDAQ Composite -0,64%; Dow Jones Industrial +0,46%.

Mercato azionario giapponese in verde. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a +0,50%. Borse cinesi positive. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna +1,2%, l'Hang Seng di Hong Kong +1,0%.

Euro sopra il minimo dal 1° luglio contro dollaro a 1,1364 toccato giovedì scorso. EUR/USD al momento segna 1,1395 circa.

BTP e spread in forte miglioramento. Il rendimento del decennale segna 3,94% (chiusura precedente a 4,01%), lo spread sul Bund 80 bp (83) (dati MTS).

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Amplifon +3,1% a 11,37 euro scatta sui massimi da inizio maggio grazie al report di JP Morgan: raccomandazione migliorata da neutral a overweight con prezzo obiettivo a 16,70 euro.

Petroliferi in netta flessione in scia al greggio: il future settembre sul Brent segna 91,05 dollari/barile dopo aver toccato giovedì scorso il massimo dal 22 maggioa 102,00. Eni -4,4%, Tenaris -1,3%, Saipem -1,0%, d'Amico -3,0%. Su Eni si segnala anche che Vitol (leader mondiale indipendente nel commercio di petrolio) ha dichiarato decaduta l'acquisizione di asset nella Repubblica del Congo.

Bel recupero di Buzzi +2,9% che approfitta della netta correzione del petrolio. I gruppi del settore cemento utilizzano pesantemente i combustibili fossili nel processo produttivo, se il prezzo del greggio sale aumentano i costi di produzione e viceversa. Bene anche Cementir Holding +2,1% e i colossi Holcim +1,2% e Heidelberg Materials +1,8%.

Bancari in ulteriore rialzo dopo il progresso di venerdì. L'indice FTSE Italia Banchre segna +0,9%. In evidenza Unicredit +1,5% a 81,63 euro grazie alla decisione di Morgan Stanley di incrementare il prezzo obiettivo da 87 a 96 euro, mentre JP Morgan lo ha portato da 93 a 94 euro. Da segnalare anche che l'UE ha approvato un'esenzione alle sanzioni contro la Russia che potrebbe permettere a Unicredit di completare una cessione di asset ad Alfa Group concordata nel 2015. Inoltre l'a.d. Andrea Orcel ha confermato al Corriere della Sera che sta incontrando l'a.d. di Generali +0,8% Philippe Donnet sul tema delle cooperazioni industriale, senza perdere di vista eventuali cambiamenti nell'assetto societario del gruppo assicurativo.

In rialzo anche Banca MPS +0,7% e Banco BPM +0,6% che restano sotto i riflettori per una eventuale fusione. Secondo indiscrezioni di stampa entro questa settimana i rispettivi cda potrebbero riunirsi in via straordinaria per lanciare un'operazione alla pari preceduta dallo stacco di un dividendo straordinario a favore degli azionisti di Rocca Salimbeni per compensare la differenza di capitalizzazione (oltre 35 miliardi per MPS, circa 23 per BPM). Le risorse per il dividendo dovrebbero arrivare dalla vendita di quote Generali (MPS ha quasi il 13% tramite Mediobanca +1,0%).

Stellantis -0,0% a 5,02 euro sottotono: Piper Sandler ha peggiorato la raccomandazione da overweight a underweight e tagliato drasticamente il prezzo obiettivo da 14 a 4 dollari (3,51 euro).

MFE A +3,3% a 2,68 euro e MFE B +2,8% a 3,50 euro in netto rialzo nonostante la decisione di Equita di ridurre del 7% i rispettivi target (a 3,30 e 4,40) con raccomandazione buy confermata. Gli analisti prevedono risultati del secondo trimestre (dati in uscita il 16 settembre) deboli ma maggiore visibilità e buone performance per il trim4 (il più importante dell'anno).

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L'agenda macroeconomica odierna prevede alle 10:00 indice fiducia imprese IFO Germania e M3 eurozona.

Negli USA alle 14:30 ordini beni durevoli.

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