Piazza Affari in verde. Leonardo e Telecom sotto i riflettori. FTSE MIB +0,4%
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Il FTSE MIB segna +0,4%, il FTSE Italia All-Share +0,5%, il FTSE Italia Mid Cap +1,1%, il FTSE Italia STAR +1,1%.
Mercati azionari europei positivi: EURO STOXX 50 +0,6%; Londra (FTSE 100) +0,4%; Francoforte (DAX) +0,6%; Parigi (CAC 40) +0,7%; Madrid (IBEX 35) +0,6%.
Future su indici azionari americani in ascesa: S&P 500 +0,8%; NASDAQ 100 +1,1%; Dow Jones Industrial +0,6%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 -1,39%, NASDAQ Composite -1,96%, Dow Jones Industrial -1,30%.
Mercato azionario giapponese positivo. L'indice Nikkei 225 ha terminato a +0,72%. Borse cinesi in progresso. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +2,43%, l'Hang Seng di Hong Kong a +2,12%.
Euro in calo dal massimo dall'11 ottobre contro dollaro toccato martedì a 1,0947. EUR/USD al momento segna 1,0850 circa.
BTP e spread stabili. Il rendimento del decennale segna 4,00% (chiusura precedente a 4,00%), lo spread sul Bund 113 bp (114) (dati MTS).
Leonardo +3,8% a 45,72 euro estende il recupero dopo le incertezze di metà settimana a seguito dell'aggiornamento del piano industriale. Ieri Deutsche Bank ha incrementato il prezzo obiettivo da 36 a 46 euro, mentre Jefferies ha avviato la copertura con raccomandazione buy e target a 52 euro.
Telecom Italia +3,6% a 0,2898 euro guadagna terreno grazie a Barclays: gli analisti della banca britannica hanno confermato la raccomandazione overweight sul titolo con prezzo obiettivo incrementato da 0,37 a 0,40 euro.
Brunello Cucinelli +1,9% a 112,80 euro tonica dopo risultati 2024 migliori delle attese: ricavi a 1.278,4 milioni di euro (+12,2% a/a, comunicati n via preliminare il 13 gennaio), EBIT a 211,7 milioni (+12,9%, consensus 214), utile netto a 128,5 milioni (+19,5%, consensus 124,5), proposto un dividendo di 0,94 euro per azione (0,91 nel 2023). Confermata la guidance sui ricavi 2025 e 2026 a +10%. Equita conferma la raccomandazione hold e riduce del 6% il prezzo obiettivo a 106 euro.
Enel -0,2% perde terreno dopo i risultati 2024. I ricavi si sono attestati a 78,95 miliardi di euro (-17,4% a/a), l'EBITDA ordinario a 22,80 miliardi (+3,8% a/a, consensus 22,79), il risultato netto ordinario a 7,135 miliardi (+9,6% a/a, consensus 6,88), l'indebitamento finanziario netto a 55,77 miliardi (-7,3%, consensus 54,9). Proposto un dividendo di 0,47 euro per azione (0,43 l'anno scorso). Confermati gli obiettivi del piano 2025-2027 presentato a novembre.
Unicredit -0,1% debole dopo che la BCE ha dato l'ok a salire fino al 29,9% di Commerzbank +1,5% e all'emissione di nuove azioni a servizio dell'OPS su Banco BPM +0,2%.
Sesa +10,2% balza sui massimi da metà dicembre in scia ai risultati dei nove mesi dell'esercizio 2024-2025 al 31 gennaio, risultati che evidenziano una netta inversione del trend negativo evidenziato nel primo semestre: ricavi +5% (+11,7% nel trim3), EBITDA consolidato -2,0% (+2,6% nel trim3), utile netto adjusted -10,4% (-2,7% nel trim3). Il management conferma la guidance per l'esercizio (ricavi ed EBITDA a +5% circa) "grazie all'aspettativa di un trend positivo nel Q4 2025".
El.En. -8,3% a 10,24 euro scivola sui minimi da inizio novembre dopo i risultati 2024: ricavi -1,76% a/a, risultato operativo a 78,3 milioni di euro (78,2 nel 2023, che diventano però 71,0 contro 72,7 includendo i risultati della controllata Penta Laser Zhejiang in fase di cessione), risultato netto +51,6 milioni (+48,2). Per il 2025 il management prevede crescita del fatturato e risultato operativo in linea con il 2024, senza però considerare eventuali dazi USA "sui prodotti del Gruppo destinati ai mercati medicali e industriali, che se significativi, potrebbero penalizzare sia il fatturato che la redditività nel rilevante mercato statunitense". Banca Akros ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a neutral confermando il target a 13,00 euro.
Nuovo record per Avio +4,2% che chiude il 2024 con ricavi a 441,6 milioni di euro (+30,3%), portafoglio ordini 1.724 milioni (+26,9%), EBITDA 25,8 milioni (+25,9%), utile netto 6,4 milioni (-3,6%). Per il 2025 il management prevede portafoglio ordini a 1.700–1.800 milioni, ricavi a 450–480 milioni, EBITDA a 27–33 milioni, utile netto a 7–10 milioni.
L'agenda macroeconomica prevede negli USA alle 15:00 indice fiducia consumatori Univ. Michigan.
L'ISTAT ha comunicato che a gennaio la produzione industriale in Italia ha segnato un calo dello 0,6% annuo (su base rettificata per le variazioni di calendario), in deciso miglioramento rispetto al crollo del 6,9% della lettura finale di dicembre (1,6% la flessione di novembre) ma comunque nella ventiquattresima contrazione consecutiva. Su base mensile la produzione industriale è tuttavia salita del 3,2% contro il precedente ribasso del 2,7% (0,3% il progresso di novembre), sopra alla crescita dell'1,5% del consensus.