Prezzi del petrolio di nuovo in calo, Trump annuncia l'arrivo di un accordo sull'Iran
pubblicato:Tornano le vendite sul petrolio greggio sulla scorta delle nuove indicazioni da Washington su una prossima soluzione della crisi in Iran. Il future sul Brent cede il 2,2% e torna a 88,39 dollari al barile, mentre il derivato sul WTI passa di mano a 85,91 dollari (-2,05%).
In un post sul suo social network Truth di ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i negoziati con la Repubblica Islamica sono stati portati al massimo livello e approvati, così è stata decisa l'interruzione dei previsti nuovi attacchi contro l'Iran. I nuovi accordi, secondo quanto riportato stavolta da Trump, sarebbero stati condivisi in modo ampio e dettagliato con il coinvolgimento di Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrain, Kuwait, Giordania, Egitto e altri. Trump ha comunque annunciato che il blocco navale Usa sullo Stretto di Hormuz rimarrà in essere fino al completamento dell'accordo, ma a breve saranno comunicati tempo e luogo della firma.
Le controparti iraniane si sono dette in parte sorprese, senza però smentire il negoziato: il generale iraniano Ali Abdollahi Aliabadi, secondo l'agenzia iraniana Irna, ha denunciato la rapida contraddizione USA tra le prime minacce di nuovi attacchi e della presa dell'isola di Kharg e ora l'interruzione del piano e la prossima firma di un accordo.
L'agenzia iraniana Tasnim news diverse ore fa ha citato fonti secondo le quali l'Iran non avrebbe ancora firmato l'accordo, ha parlato di pressioni sul testo del memorandum of understanding da 14 punti, del ruolo di mediazione del Qatar. I dettagli si ricompongono in queste ore tra contraddizioni e voci.
The Times of Israel cita un quotidiano di Al-Akbar (organizzazione a sostegno di Hezbollah) secondo il quale i termini dell'accordo USA-Iran comprenderebbero lo stop completo dell'offensiva israeliana in Libano e il ritiro dai suoi territori.
La sempre bene informata agenzia Axios afferma che l'accordo in discussione imporrebbe un cessate il fuoco di 60 giorni e la riapertura completa dello Stretto di Hormuz senza dazi imposti dall'Iran che però otterrebbe in cambio un alleggerimento delle sanzioni Usa. Sembra che gli alti ufficiali iraniani abbiano già approvato l'accordo che però dovrebbe essere presentato alla guida suprema Mojtaba Khamenei (due le fonti riservate citate da Axios in questo caso).
Sembra inoltre che gli Stati Uniti prevedano la cerimonia della firma dell'accordo già nel week-end. Al riguardo già quattro velivoli Air Force C17 statunitensi sarebbero già partiti alla volta dell'Europa giovedì spostando il necessario per l'arrivo alla cerimonia della firma del vicepresidente JD Vance verosimilmente a Ginevra. L'intesa sarebbe stata raggiunta dopo ore di faticosa mediazione tra il qatarino Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
L'Iran avrebbe preso degli impegni sul fondamentale tema del nucleare: sarebbe previsto il "de-arricchimento" dell'uranio iraniano nel Paese sotto la supervisione di ispettori dell'Onu, ogni passo iraniano sull'atomo potrebbe essere compiuto solo dopo la sigla di una seconda parte dell'accordo, ma ci sarebbero comunque garanzie per Washington.
GD - www.ftaonline.com