Recordati, azione di nuovo in rialzo dopo i dati
pubblicato:Forte crescita del giro d'affari nei nove mesi e migliorano le prospettive per Isturisa. Approvato anche un dividendo intermedio da 0,63 euro

Il mercato reagisce bene alle nuove indicazioni di Recordati sui primi nove mesi del 2025. Il titolo della casa farmaceutica milanese, che già ieri aveva registrato un rialzo del 3,67%, in queste ore ne segna un altro del 2,78% a 53,65 euro dopo un allungo a 54,45 con volumi nella media.
Il quadro grafico suggerisce che gli ultimi movimenti vadano inseriti in una reazione dei prezzi al contatto con i supporti quota 59,56 euro avvenuto venerdì scorso.
Il vero banco di prova saranno però gli ostacoli a quota 54,8 euro e a 55,35 euro e per superarli servirà senz’altro uno slancio maggiore, anche in termini di volumi di scambio.
Recordati, le indicazioni su ricavi e margini nei 9 mesi
I risultati dei nove mesi hanno comunque portato aggiornamenti importanti sull’attività di Recordati. Nel periodo uno dei dati più rilevanti è senza dubbio il balzo del 12,2% dei ricavi a 1,956 miliardi di euro.
Sono per oltre l’86% internazionali (1,69 mld, +13,9%) e per il resto italiani (265 mln, +2,6%). Se si si considera un perimetro omogeneo, escludendo i ricavi di Enjaymo e Vazkepa, il giro d’affari cresce un po’ meno, dell’8,1%
Ma la composizione che il gruppo invita a guardare è quella tra settore Specialty & Primary Care da 1,129,9 miliardi (+3,2%) e le Rare Disease, le malattie rare che balzano del 29,2% a 782,2 milioni di euro nel periodo (+14,1% a perimetro omogeneo).
A quest’ultimo ambito appartiene Isturisa (osilodrostat) per la quale la FDA statunitense, l’ente USA che delibera sui farmaci, ha approvato l’estensione del trattamento per l’ipercortisolismo endogeno negli adulti con sindrome di Cushing che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico o per i quali l’intervento chirurgico non ha avuto esito risolutivo. Si tratta di un’estensione rilevante che si aggiunge all’approvazione regolatoria nel secondo trimestre del 2025 in Canada e in Russia.
Recordati ha così deciso di alzare in maniera importante le stime sui picchi di vendita di Isturisa (peak year sales) dall’intervallo tra 550 e 650 milioni di euro a oltre 1,2 miliardi di euro. Sicuramente un’indicazione di rilievo anche per gli investitori.
A valle del conto economico bisogna fornire altre indicazioni. L’utile operativo flette da 504 a 496 milioni di euro (-1,5%) dopo una crescita tra il 12,5 e il 20,5% delle spese generali e amministrative, per ricerca e sviluppo e di vendita.
L’utile netto segna quindi un calo del 3,6% a 326,28 milioni di euro.
Se però si prende l’utile operativo rettificato, si registra una crescita del 9,6% a 591,1 milioni di euro. La nota odierna ci spiega che pesa l’impatto di costi non monetari passati da 28,1 a 62,5 milioni di euro e derivanti soprattutto dalla rivalutazione al fair value delle scorte di magazzino di Enjaymo acquisite, un farmaco che però ha contribuito per 104 milioni ai ricavi da 301,3 mln (+71,4%) della franchise onco-ematologia nel settore malattie rare.
Sono inoltre balzati da 7,3 mln a 32 mln i costi non ricorrenti che comprendono un’ottimizzazione commerciale in Italia e Spagna e un accantonamento non ricorrente da 14,1 milioni per un contenzioso con l’AIFA italiana sulla rimborsabilità negli anni passati di Urorec.
L’acquisizione di Enjaymo da Sanofi per 825 milioni di dollari più eventuali earn-out ha anche influito sulla crescita degli interessi dell’8,1% a 67,4 milioni di euro parzialmente bilanciata da utili su cambi (non realizzati e legati alla svalutazione del dollaro USA).
L’utile netto rettificato di Recordati, al netto di ammortamenti e svalutazioni di asset immateriali e avviamento, di eventi non ricorrenti o di costi non monetari collegati all’M&A e alle rimanenze di magazzino acquisite (come nel caso di Enjaymo) cresce del 10,7% a 493,1 milioni di euro e mostra una ricca marginalità sui ricavi pari al 25,2%
Completano il quadro anche un free cash flow in calo di 37,5 mln a 396,8 milioni di euro appesantito da aumento del capitale circolante e incrementi di interessi passivi e imposte versate. Il debito finanziario netto è calato in nove mesi da 2,154 a 2,032 miliardi di euro e implica una leva finanziaria di appena 1,2 volte l’ebitda pro-forma, nonostante il pagamento di dividendi per 138,5 milioni e buyback per 101,4 milioni.
Il patrimonio netto del gruppo ammonta a 1,927 miliardi a fine periodo e il cda ha anche approvato un dividendo interim per il 2025 da € 0,63 per azione che sarà pagato dal 26 novembre per i registrati al 24 del mese. Ai corsi attuali vale quasi l’1,18% del titolo (dividend yield).
Recordati, le prospettive
La casa farmaceutica guidata dall’amministratore delegato Rob Koremans ha confermato la guidance 2025 fornita al mercato a febbraio: ricavi netti tra 2,60 e 2,67 miliardi di euro con un ebitda tra 0,97 e 1,00 miliardi di euro e un utile netto rettificato tra 640 e 670 milioni di euro. Con l’attuale contesto macroeconomico sfidante non era scontato, anche se il gruppo precisa di aspettarsi risultati nella metà bassa dell'intervallo.
Sono state inoltre, come anticipato, quasi raddoppiate le stime sui picchi di vendita di Isturisa e per il 2026 il gruppo si aspetta una crescita “high double-digit” per le malattie rare e “low single-digit” per il settore Specialty & Primary Care. Isturisa dovrebbe fare la sua parte e contribuire alla prospettiva di un avvicinamento delle malattie rare al 50% del giro d’affari di Recordati. Peseranno però anche investimenti aggiuntivi per Isturisa e impatti dai cambi, mentre nel 2027 sono confermati una forte crescita organica e ancora M&A mirati: i target per quel periodo prevedono ancora ricavi tra € 3,0 e 3,2 mld, ebitda tra € 1,140 e 1,225 mld e un utile rettificato tra 770 e 820 milioni.
Equita subito dopo i conti ha confermato una raccomanda buy con prezzo obiettivo da 64 euro e la convinzione che Isturisa possa diventare il primo farmaco “blockbuster” della storia della società.
Barclays mantiene invece un underweight con prezzo obiettivo a 50 euro.
Banca Akros ha anch’essa confermato un consiglio di acquisto (buy) con target price a 67 euro.
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