Recupero per l'Asia-Pacific. Il Nikkei 225 guadagna l'1,16%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta di recupero per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi di appena lo 0,04% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza rialzista si consolida. Donald Trump continua a sostenere che gli Usa abbiano il controllo totale dello Stretto di Hormuz mentre l'Iran replica che il traffico in uno dei punti cruciali per il commercio globale (non solo di greggio) rimane bloccato.

E gli investitori spostano il focus sui dati macroeconomici Usa, dopo che la rilevazione di luglio ha evidenziato un rallentamento dell'inflazione dal 3,5% al 3,4% annuo, in linea con le aspettative del mercato. Nel pomeriggio toccherà all'indice dei prezzi alla produzione con un consensus sul 4,9% annuo di rialzo, in frenata rispetto al 5,5% di giugno. Intanto il clima rialzista per la regione si concretizza in un progresso intorno all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in modesto arretramento contro un progresso di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,16% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,89%).

Sul fronte macroeconomico, in luglio i prezzi alla produzione sono rimbalzati in Giappone del 7,2% annuo, in marginale rallentamento rispetto al 7,3% di giugno (6,6% in maggio), quando era stata registrata la crescita più elevata dal 7,4% del marzo 2023. Il dato si confronta con il rialzo sul 7,4% del consensus di Reuters. Su base sequenziale l'indice dei prezzi alla produzione è invece salito dello 0,1% contro lo 0,5% precedente (1,1% in maggio) e l'incremento dello 0,6% stimato dagli economisti.

Giornata altalenante per le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 si muovono poco sopra la parità, contro invece un marginale declino per lo Shenzhen Composite. Vira in negativo Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa lo 0,20% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna comunque meno dello 0,10%).

A Sydney è stata dello 0,23% la perdita dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è di oltre il 3% il rally del Kospi. Il rinnovato ottimismo sulla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale (mercoledì CoreWeave e Super Micro Computer sono decollate di oltre il 19% al Nasdaq), che a Seoul si concretizza nell'ennesimo rimbalzo intorno al 5% per Sk Hynix, ha permesso alla piazza sudcoreana di entrare in bull market, avendo guadagnato più del 20% dai più recenti minimi del 30 luglio.

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