Saipem, Eni e Tenaris su resistenze decisive: conferma tecnica necessaria per nuovi rialzi
pubblicato:Tensioni USA-Iran spingono il WTI verso area 66 dollari, livello chiave per un cambio di sentiment

Il comparto energetico torna al centro dell’attenzione
Il comparto energetico torna al centro dell’attenzione dei mercati, sostenuto da un improvviso aumento del premio geopolitico legato alle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Le indiscrezioni su possibili attacchi militari mirati, l’arrivo di un ulteriore gruppo navale statunitense in Medio Oriente e la decisione dell’Unione Europea di classificare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica hanno contribuito a rafforzare lo scenario di rischio, spingendo al rialzo il prezzo del petrolio e, di riflesso, i titoli del settore.
A rischio la produzione dell'Iran in caso di escalation militare
L’Iran, quarto produttore dell’OPEC con una produzione di circa 3,2 milioni di barili al giorno, rappresenta un nodo cruciale per l’equilibrio dell’offerta globale.
La prospettiva di un’escalation militare o di un inasprimento delle sanzioni alimenta il timore di interruzioni delle forniture, soprattutto in un’area strategica come il Golfo Persico.
Non a caso, secondo gli analisti di Citi, il rischio geopolitico in corso potrebbe già aver aggiunto 3–4 dollari al barile al prezzo del greggio.
I 66 dollari sono il livello critico per il WTI
Dal punto di vista tecnico, il WTI si è riportato rapidamente verso area 66 dollari, livello di grande rilevanza.
Qui convergono il massimo del 26 settembre e il 50% di ritracciamento del ribasso partito dal top di giugno 2025.
È una zona che funge da vero spartiacque: una rottura confermata in chiusura sopra 66 rafforzerebbe l’idea di un cambio di sentiment sul petrolio, aprendo spazio verso 68 dollari come prima resistenza intermedia e successivamente verso 72 dollari.
In assenza di una conferma, resta invece il dubbio che il forte rialzo delle ultime tre sedute, da area 60 dollari, sia stato solo un rimbalzo correttivo all’interno di un quadro ancora incerto.
Questo contesto si riflette direttamente sui titoli italiani del comparto oil & gas, anch’essi arrivati in zone tecnicamente decisive.
Saipem si trova in un momento particolarmente delicato
Saipem si trova in un momento particolarmente delicato. La chiusura in area 3,10 euro coincide con il lato alto del canale crescente che contiene il movimento partito dal minimo di febbraio 2024.
Una rottura netta e confermata di questo livello rappresenterebbe un segnale di forza strutturale, potenzialmente in grado di anticipare ulteriori rialzi nell’ordine di 60–70 centesimi.
Il giudizio positivo di Jefferies, che ha alzato il target price a 3,5 euro confermando il rating buy, rafforza lo scenario costruttivo. Al contrario, un mancato superamento di 3,10 e una discesa sotto 3 euro aumenterebbero il rischio di un ritracciamento più profondo del rally avviato a novembre 2025 dai minimi di 2,16 euro.
Eni a contatto con una forte resistenza
Per Eni, i massimi di giornata in area 17,54 euro coincidono con il target teorico derivante dalla proiezione dell’ampiezza della fase laterale sviluppatasi tra 15,60 e 16,60 euro nei mesi precedenti.
Il superamento deciso di 17,60 euro aprirebbe spazio a un’estensione verso 18,20 euro.
In caso contrario, senza la rottura di questa soglia, aumenterebbe la probabilità di un ritorno verso 17 euro o addirittura verso 16,60, in un classico movimento di return move verso la precedente resistenza.
Anche Tenaris si trova su un crinale tecnico importante
Anche Tenaris si trova su un crinale tecnico importante. I massimi recenti in area 19,15–19,34 euro sono molto vicini al top dell’11 febbraio 2025, dal quale era partito il ribasso fino ai minimi di aprile a 13,66 euro.
Solo una rottura confermata di 19,34 fornirebbe un segnale di forza di medio periodo, con potenziali obiettivi ambiziosi in area 23,50–24 euro.
Fino ad allora, non si può escludere che il rialzo dai minimi di aprile rappresenti soltanto l’onda B di un flat correttivo, con una possibile onda C ribassista ancora da sviluppare.
Petrolio e titoli energetici sono oggi a contatto con resistenze chiave
In sintesi, petrolio e titoli energetici sono oggi sostenuti da un mix di tensioni geopolitiche e livelli tecnici chiave.
Il mercato sta iniziando a prezzare uno scenario più rischioso sul fronte dell’offerta, ma allo stesso tempo si trova su soglie grafiche che non consentono ambiguità.
La direzione delle prossime sedute dipenderà dalla capacità del WTI di confermarsi sopra area 66 dollari e dei principali titoli di rompere le rispettive resistenze.
È un momento in cui il comparto potrebbe entrare in una nuova fase direzionale, ma solo a patto che il segnale venga confermato dai prezzi, non solo dalle notizie.
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