Segnali tecnici, fattori macro e dinamiche settoriali alla base del calo del Ftse Mib future

di FTA Online News pubblicato:
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La seduta del 5 febbraio rappresenta un passaggio importante per il future FTSE MIB marzo 2026, perché mette insieme segnali tecnici, fattori macro e dinamiche settoriali che aiutano a leggere meglio il movimento correttivo in atto. Il ribasso del -2,23%, con chiusura a 45.730 punti, non arriva all'improvviso, ma dopo settimane di rialzo intenso che avevano portato l'indice su livelli tecnicamente tirati.

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Dal punto di vista grafico, il mercato aveva già lanciato un primo campanello d'allarme nelle sedute precedenti, con la formazione di una shooting star molto evidente in prossimità dei massimi di area 46.400–46.500, esattamente sul lato alto del canale rialzista di medio periodo. Un segnale classico di affaticamento del trend, che spesso non anticipa un'inversione immediata, ma prepara il terreno a fasi di consolidamento o di correzione. La discesa di ieri ha poi portato i prezzi sotto la media mobile esponenziale a 10 giorni, confermando che nel brevissimo il controllo è passato ai venditori.

La correzione assume però un significato più chiaro se letta alla luce del contesto. Le decisioni di BCE e Bank of England, entrambe orientate a mantenere i tassi invariati, non hanno fornito nuovi stimoli al mercato. Il messaggio della BCE resta costruttivo nel medio termine – inflazione attesa in stabilizzazione e crescita che tiene – ma nel breve ha lasciato gli investitori senza catalizzatori dopo un rally già ampiamente scontato.

Anche i dati macro europei hanno contribuito a creare un clima di cautela: da un lato segnali molto positivi come il forte rimbalzo degli ordini industriali tedeschi, dall'altro indicatori più deboli, come la produzione industriale francese e le vendite al dettaglio dell'area euro. Un quadro eterogeneo che rende difficile costruire una narrativa di crescita lineare, proprio mentre le valutazioni sui mercati azionari sono tornate elevate.

A Piazza Affari, il movimento è stato amplificato dal settore bancario, che nelle settimane precedenti era stato il principale motore del rialzo. Le prese di profitto sui finanziari, nel pieno della stagione delle trimestrali, hanno avuto un impatto significativo sull'indice, spiegando perché il FTSE MIB sia stato il listino peggiore in Europa nella seduta. Alcune eccezioni positive, legate a risultati societari migliori delle attese, non sono state sufficienti a invertire il sentiment.

A completare il quadro, la debolezza di Wall Street, in particolare del comparto tecnologico, ha ridotto ulteriormente la propensione al rischio. I timori legati agli investimenti sull'AI, alla volatilità e alle valutazioni elevate hanno spinto molti operatori a ridurre l'esposizione complessiva, penalizzando anche i listini europei.

In questo contesto, dal punto di vista tecnico, il livello da monitorare ora è l'area 44.850–44.900, dove passa la media mobile a 50 giorni. Finché questo supporto tiene, la discesa può essere letta come una correzione fisiologica all'interno di un trend rialzista di medio periodo. Una rottura decisa di quest'area aprirebbe invece spazio a un'estensione verso 43.800, in prossimità della media a 100 giorni e della base del canale crescente partito dai minimi di giugno.

In sintesi, il FTSE MIB future sta scaricando l'eccesso di ottimismo accumulato nelle settimane precedenti, in un contesto macro e settoriale che invita alla prudenza. Non siamo ancora di fronte a un cambio di trend, ma il mercato non è più in una fase da inseguire senza disciplina: selettività, gestione dei livelli e attenzione alle rotazioni settoriali diventano ora gli elementi chiave per navigare questa fase.

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