Semiconduttori sotto pressione: il SOX potrebbe essere dentro un flag ribassista

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

I progressi della cinese CXMT e il forte affollamento delle posizioni tecnologiche aumentano il rischio di un long squeeze sui titoli legati all’intelligenza artificiale

Semiconduttori sotto pressione: il SOX potrebbe essere dentro un flag ribassista

Wall Street prosegue in territorio negativo, penalizzata oggi soprattutto dal comparto tecnologico. Il Philadelphia Semiconductor Index, o SOX, perde oltre l’1%, mentre la pressione si concentra sui produttori di memorie dopo le notizie relative ai progressi tecnologici della cinese CXMT.

La debolezza internazionale si riflette anche a Piazza Affari: STMicroelectronics cede il 3,85% e Technoprobe il 5,10%, confermando l’elevata sensibilità dei titoli italiani alla correzione globale dei semiconduttori.

Posizioni tecnologiche sempre più affollate

Secondo un sondaggio di Bank of America, l’esposizione degli investitori al comparto tecnologico ha raggiunto i livelli più elevati dalla ripresa successiva alla pandemia. I semiconduttori figurano inoltre tra le posizioni più affollate nei portafogli dei gestori.

Questo non implica necessariamente che il ciclo dell’intelligenza artificiale sia terminato. Significa però che una quota molto ampia del mercato è già posizionata nella stessa direzione.

Quando il consenso diventa così forte, aumenta il rischio di un long squeeze: una notizia negativa, una guidance deludente o il semplice mancato superamento delle aspettative può indurre numerosi investitori a ridurre contemporaneamente l’esposizione, amplificando la discesa.

I progressi di CXMT assumono quindi particolare importanza perché mettono in discussione uno dei pilastri della valutazione dei produttori occidentali di chip: la possibilità di mantenere nel tempo un vantaggio tecnologico e margini molto elevati.

CXMT riduce il divario tecnologico nelle memorie

Le preoccupazioni del mercato sono state alimentate dai nuovi progressi annunciati da ChangXin Memory Technologies, principale produttore cinese di memorie DRAM.

CXMT ha dichiarato di voler introdurre entro la fine dell’anno un prodotto per server basato su una nuova architettura delle celle denominata 4F², studiata per aumentare la quantità di dati immagazzinabile a parità di superficie del chip.

Il progetto si aggiunge all’avvio della produzione di massa della piattaforma DRAM di quinta generazione, capace di ridurre consumi e costi e di ottenere almeno il 50% di chip in più da ciascun wafer rispetto alla tecnologia precedente.

Se CXMT riuscisse a raggiungere rendimenti produttivi adeguati, la maggiore offerta cinese potrebbe comprimere prezzi e margini di Micron, Samsung e SK Hynix, soprattutto nelle DRAM convenzionali.

La minaccia resta invece meno immediata nelle memorie HBM più sofisticate utilizzate nei sistemi AI, dove i leader mondiali conservano ancora un vantaggio tecnologico e produttivo.

Il mercato sta dunque reagendo soprattutto al rischio prospettico: la produzione su vasta scala della nuova architettura non è stata ancora dimostrata, ma i progressi di CXMT rendono meno sicura l’ipotesi di scarsità strutturale delle memorie sulla quale si basano molte valutazioni del settore.

Il rimbalzo potrebbe essere soltanto un flag

Dal punto di vista tecnico, il SOX ha raggiunto un massimo intorno a 14.655 punti a giugno, per poi scendere in tre segmenti fino al minimo di luglio a 10.445.

La successiva risalita si è sviluppata all’interno di un canale moderatamente ascendente. Questa struttura può essere interpretata come un flag ribassista, vale a dire una pausa correttiva contro la direzione del precedente movimento discendente.

Il rimbalzo ha recuperato oltre il 61,8% della discesa, ma si è arrestato tra 13.000 e 13.300 punti, in prossimità del lato superiore del canale. La nuova flessione ha quindi riportato l’indice verso la media mobile esponenziale a 50 giorni e il 38,2% di ritracciamento, entrambi collocati intorno a 12.000-12.200 punti.

Primo segnale negativo sotto 12.000 punti

La discesa sotto la media a 50 giorni rappresenta un primo elemento di debolezza, ma non è ancora sufficiente per considerare completata la figura ribassista.

Una chiusura sotto 12.000 punti aumenterebbe la probabilità di un test della fascia 11.450-11.500, dove coincidono:

  • •

    il 23,6% di ritracciamento;

  • •

    la base del canale crescente;

  • •

    alcuni precedenti minimi significativi.

È quest’ultima area a rappresentare il vero livello decisivo.

Sotto 11.500 il ribasso potrebbe accelerare

La violazione confermata di 11.500 punti completerebbe il flag e segnalerebbe che il recupero dai minimi di luglio è stato soltanto una pausa all’interno di una correzione più ampia.

Il primo obiettivo tornerebbe sul minimo di 10.445 punti. La sua violazione aprirebbe però uno scenario decisamente più negativo, con possibili estensioni verso:

  • •

    10.000 punti, soglia psicologica;

  • •

    9.400-9.600, prima area tecnica intermedia;

  • •

    8.300-8.500, obiettivo più profondo;

  • •

    teoricamente anche 7.300 punti circa, proiettando dal punto di rottura l’intera ampiezza della precedente gamba ribassista.

Quest’ultimo è un target puramente teorico e non deve essere considerato automatico: prima di raggiungerlo il mercato incontrerebbe numerosi supporti e potrebbe modificare la propria struttura.

Che cosa invaliderebbe lo scenario negativo

Sul lato opposto, un ritorno sopra 12.500-12.600 punti consentirebbe una nuova stabilizzazione. Per neutralizzare il rischio rappresentato dal flag servirebbe però il superamento di 13.000-13.300, fascia comprendente il 61,8% di ritracciamento e i recenti massimi.

Il definitivo ritorno sopra il lato superiore del canale, attualmente proiettato verso 13.600-13.700 punti, invaliderebbe la figura e riporterebbe l’attenzione sul massimo di giugno a 14.655.

Per il momento lo scenario resta quindi interlocutorio ma fragile: il flag ribassista è un’ipotesi ancora da confermare, mentre la perdita di 11.500 ne rappresenterebbe l’attivazione tecnica.

L’elevato affollamento delle posizioni sui semiconduttori rende però particolarmente pericolosa qualsiasi violazione dei supporti, perché potrebbe trasformare una normale correzione in una rapida fuga dalle posizioni rialziste.

Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.