Le parole del sopravvissuto al triplice omicidio di Roma: "Shahadat mi stava aspettando per ammazzarmi"

di Luca Mastinu pubblicato:
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A quanto pare Shahadat Hossain avrebbe atteso l'arrivo del 20enne in casa per ucciderlo. Il racconto del sopravvissuto

Le parole del sopravvissuto al triplice omicidio di Roma: "Shahadat mi stava aspettando per ammazzarmi"

"Avevamo litigato, mi stava aspettando per ammazzarmi", queste le prime parole che Amir Hossain Ayan, il 20enne sopravvissuto al triplice omicidio di via Montiglio 35 a Roma, nel quartiere Casalotti, ha rivolto agli agenti della Squadra Mobile arrivati sul posto dopo la chiamata dei vicini di casa. Amir sarebbe arrivato per ultimo, e avrebbe trovato l'assassino armato con una mannaia, che si è subito accanito su di lui. Il sospettato lo avrebbe rincorso lungo le scale fino al portone d'ingresso della palazzina, dove avrebbe continuato a colpirlo fino a dileguarsi.

Le prime parole del sopravvissuto

TgCom24 riporta le parole che Amir Hossain Ayan, il 20enne scampato alla strage di Casalotti, ha rivolto ai soccorritori accorsi in via Montiglio 35 nella tarda serata di venerdì 26 giugno dopo la chiamata dei residenti. "Avevamo litigato la scorsa settimana. Mi stava aspettando per ammazzarmi", avrebbe detto.

Poi il racconto della strage. Amir era appena rientrato dal lavoro: "Sono rientrato a casa, lui era lì". Dopo averlo sorpreso all'interno "non mi sono accorto di niente", ma pochi secondi dopo il 20enne avrebbe notato che da sotto il letto matrimoniale dei genitori spuntava il piede della sorellina.

La colluttazione dopo il triplice omicidio

A quel punto i suoi sospetti erano fondati: la presenza di Shahadat era accompagnata da uno strano silenzio, e dopo il dettaglio del piede della piccola Arowa le cose sono precipitate. Tra il 20enne e il 43enne sono arrivato spintoni e urla, poi il ricercato avrebbe afferrato la mannaia e avrebbe colpito il sopravvissuto sulla testa con il manico dell'arma.

Amir si è dato alla fuga lungo le scale della palazzina, scendendo gli scalini due a due tallonato dall'assassino. Il 43enne lo avrebbe raggiunto sul portone d'ingresso dell'edificio e lo avrebbe colpito di nuovo, ma in quel momento le urla del 20enne hanno attirato l'attenzione dei vicini di casa. Shahadat, braccato, dopo essersi liberato da un indumento si è dato alla fuga.

Le ricerche tra Roma, Frosinone e l'estero

Domiciliato a Frosinone ma con una stanza in affitto a Roma, a poche centinaia di metri dal luogo del massacro, ora Shahadat Hossain è ricercato anche all'estero. Il sospetto è che il presunto killer si sia diretto verso il Regno Unito grazie ad alcuni contatti.

Secondo i testimoni, compresi appartenenti alla comunità bengalese, da tempo il ricercato avrebbe orbitato intorno a Hosne Jahan Momotaj "in maniera ossessiva", per questo il marito della donna, Kamal Uddin, si sarebbe rivolto all'associazione per chiedere di allontanare l'uomo dalla loro famiglia e dalla comunità.