Wall Street alla resa dei conti: SpaceX, inflazione e utili tech mettono alla prova il rally dell'AI
pubblicato:L'IPO da 1.750 miliardi di dollari di SpaceX arriva mentre il mercato inizia a interrogarsi sulle valutazioni record del settore tecnologico

Inflazione, Fed e risultati di Oracle e Adobe diranno se il rally dell'AI può continuare
La prossima settimana potrebbe rappresentare uno dei passaggi più importanti dell'anno per Wall Street. Dopo nove settimane consecutive di rialzi e nuovi massimi storici per S&P 500 e Nasdaq, gli investitori si trovano improvvisamente a fare i conti con un contesto molto diverso da quello che aveva sostenuto il rally degli ultimi mesi.
Da una parte c'è la più grande IPO della storia moderna. Dall'altra ci sono inflazione, tassi di interesse e utili tecnologici che potrebbero determinare la direzione dei mercati per il resto dell'estate.
SpaceX: la più grande IPO della storia metterà alla prova l'appetito per il rischio
L'evento più atteso è senza dubbio il debutto di SpaceX, previsto per il 12 giugno sul Nasdaq. La società di Elon Musk punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione vicina ai 1.750 miliardi di dollari. Una cifra che la collocherebbe immediatamente tra le aziende più preziose al mondo.
L'operazione arriva però in un momento particolare. Fino a pochi giorni fa il mercato sembrava disposto a pagare qualsiasi prezzo pur di ottenere esposizione ai grandi temi della crescita futura, dall'intelligenza artificiale allo spazio, passando per le comunicazioni satellitari e le infrastrutture tecnologiche.
Oggi, invece, dopo il crollo dei semiconduttori e la brusca risalita dei rendimenti obbligazionari, molti iniziano a chiedersi se il mercato non stia entrando in una fase di eccesso speculativo.
Non è un caso che diversi osservatori vedano proprio nell'IPO di SpaceX una sorta di test decisivo per capire se siamo ancora nel pieno della fase di entusiasmo o se gli investitori stiano diventando più selettivi.
La valutazione proposta appare particolarmente aggressiva. Nel 2025 la società ha registrato ricavi per 18,7 miliardi di dollari, in crescita del 33%, ma ha anche riportato una perdita netta vicina ai 5 miliardi di dollari. Numeri che evidenziano come il mercato stia guardando molto più al potenziale futuro che ai risultati attuali.
Il tema diventa ancora più interessante considerando che SpaceX potrebbe essere soltanto la prima di una lunga serie di quotazioni legate all'intelligenza artificiale. Nei prossimi mesi sono infatti attese anche le IPO di Anthropic e OpenAI, due delle aziende che stanno guidando la rivoluzione dei modelli linguistici avanzati.
La domanda che molti si pongono è semplice: il mercato sarà disposto a finanziare a qualsiasi prezzo la prossima generazione di campioni tecnologici?
Inflazione e Fed: il vero mercato si gioca mercoledì
Nel frattempo l'attenzione degli investitori si sposterà rapidamente sui dati macroeconomici.
Mercoledì sarà pubblicato l'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) statunitense, uno degli appuntamenti più importanti dell'anno.
Dopo il sorprendente dato sull'occupazione di maggio, che ha mostrato la creazione di 172.000 nuovi posti di lavoro contro gli 80.000 attesi, il mercato ha radicalmente modificato le proprie aspettative sulla Federal Reserve.
Fino a poche settimane fa gli investitori discutevano del numero di tagli dei tassi possibili entro fine anno. Oggi si discute della possibilità opposta: quella di un nuovo rialzo.
L'impennata del petrolio provocata dalla guerra tra Stati Uniti e Iran ha ulteriormente complicato il quadro. Il rischio è che l'aumento dei prezzi dell'energia inizi a trasmettersi al resto dell'economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche proprio mentre il mercato del lavoro continua a mostrare una sorprendente tenuta.
Per questo motivo il dato sull'inflazione verrà osservato con estrema attenzione. Una nuova accelerazione dell'IPC potrebbe rafforzare ulteriormente l'idea di una Fed costretta a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto.
Anche il dato sui Prezzi alla Produzione (PPI), in calendario giovedì, assumerà un'importanza particolare perché consentirà di capire se le tensioni sui costi energetici stanno iniziando a trasferirsi lungo la catena produttiva.
Oracle e Adobe: test decisivo per il software dopo il crollo dei chip
Come se non bastasse, la settimana vedrà anche la pubblicazione dei risultati di Oracle e Adobe, due nomi molto importanti per comprendere l'evoluzione della filiera dell'intelligenza artificiale.
Oracle è diventata uno dei principali beneficiari della corsa ai data center grazie alla crescente domanda di servizi cloud e infrastrutture AI. Adobe, invece, rappresenta uno dei casi più interessanti per capire come l'intelligenza artificiale stia trasformando il settore del software.
I loro numeri saranno particolarmente osservati perché arrivano dopo la brusca correzione del comparto semiconduttori.
Il crollo di Nvidia, Broadcom, AMD, Micron e Marvell ha infatti ricordato agli investitori che le valutazioni raggiunte dal settore incorporano aspettative molto elevate e che il mercato non è più disposto a perdonare la minima delusione.
La rivoluzione AI continua, ma il mercato non accetta più qualsiasi prezzo
Il punto centrale non è stabilire se la rivoluzione dell'AI continuerà oppure no. Su questo esistono pochi dubbi.
Le grandi aziende tecnologiche prevedono investimenti superiori ai 700 miliardi di dollari in infrastrutture AI nel prossimo anno e la domanda di capacità di calcolo continua ad aumentare.
La vera questione è capire quanto di questa crescita sia già stato incorporato nei prezzi.
Per mesi il mercato ha premiato indiscriminatamente tutto ciò che era collegato all'intelligenza artificiale. Adesso sembra iniziare una fase diversa, nella quale gli investitori vogliono distinguere tra chi beneficerà realmente della rivoluzione tecnologica e chi semplicemente ha cavalcato l'entusiasmo generale.
La correzione vista nei semiconduttori potrebbe essere il primo segnale di questo cambiamento.
La prossima settimana può segnare il passaggio dall'euforia alla selezione
Tra l'IPO di SpaceX, i dati sull'inflazione e i risultati di Oracle e Adobe, Wall Street si troverà a dover decidere se continuare a guardare soltanto alla crescita futura oppure iniziare a preoccuparsi anche di valutazioni, inflazione e tassi di interesse.
Finora il mercato ha scelto quasi esclusivamente la prima opzione.
Le prossime sedute ci diranno se gli investitori saranno ancora disposti a ignorare tutto il resto.
Ed è proprio da questa risposta che potrebbe dipendere la direzione dei mercati nei prossimi mesi.