Unicredit sottotono, l'offerta su Commerzbank batte un colpo
pubblicato:L'offerta termina il 16 giugno, il tempo c'è ma Unicredit potrebbe essere costretta a migliorare la proposta

L'offerta termina il 16 giugno, il tempo c'è ma Unicredit potrebbe essere costretta a migliorare la proposta
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OPS Unicredit su Commerzbank: eppur si muove
Mattinata sottotono per Unicredit che oscilla sulla parità mentre il FTSE Italia Banche segna +0,6% e l'altra big Intesa Sanpaolo sale dell'1,3%. Vero è che rispetto ai minimi di fine marzo le azioni del gruppo guidato da Andrea Orcel hanno nettamente sovraperformato quelle della concorrente (+23% contro +13%) e quindi non è fuori luogo aspettarsi un riallineamento. La differenza di performance odierna potrebbe avere però un'altra spiegazione.
Gli ultimi dati (l'aggiornamento avviene su base settimanale) relativi alle adesioni all'offerta di Unicredit su Commerzbank sono discretamente interessanti. Le azioni consegnate ammontano infatti all'1,06% del capitale della banca tedesca. A prima vista un'inezia ma se confrontate con quelle della settimana precedente, pari allo 0,02%, il discorso cambia.
Sostanzialmente in una settimana sono arrivate adesioni pari all'1%: grazie ad esse Unicredit si è portata sopra la soglia del 30% di Commerzbank, obiettivo minimo dell'OPS lanciata a marzo. Ricordiamo che Unicredit ha il 26,8% in azioni più il 3,2% con regolamento in azioni: al momento ha quindi potenzialmente circa il 31% (più un altro 10,7% in derivati ma con regolamento cash).
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Strada costosa e con trabocchetto per conquistare Commerzbank
La strada per acquisire il controllo di Commerzbank è ancora molto lunga, ma l'offerta è stata prolungata al 16 giugno e normalmente è nelle fasi finali che si registra il grosso delle adesioni. Senza contare il fatto che l'ipotesi di miglioramento della proposta (attualmente 0,485 azioni Unicredit per ogni azione della banca tedesca) resta sul tavolo: il management di Commerzbank ha respinto le ambizioni di Orcel ma senza chiudere del tutto la porta dichiarandosi aperto a un confronto a patto che l'offerta venga migliorata sia dal punto di vista strettamente finanziario che sotto il profilo del piano strategico.
Al momento e con le condizioni attuali sembra difficile, ma non impossibile, che Unicredit riesca ad arrivare al 50% di Commerzbank e quindi controllare il gruppo tedesco. Le chance crescerebbero sensibilmente qualora Orcel decidesse di aprire il portafoglio e alzare la posta, elemento che peserebbe sulle quotazioni delle azioni Unicredit.
Il manager potrebbe anche non avere scelta nel caso il cui le adesioni fossero inferiori al 50% ma superiori alla soglia del 40% ritenuta rilevante per la BCE, con l'effetto di dover consolidare integralmente Commerzbank senza controllarla.
L'analisi del grafico di Unicredit
L'analisi del grafico di Unicredit mette in evidenza la correzione dal massimo dal 2009 a 77,49 euro toccato l'11 febbraio, con successivo minimo a 57,36 del 23 marzo. Da questo punto è partito il recupero che sembra in grado di ricondurre i prezzi sul picco di inizio anno. Il recente superamento dell'ostacolo a 72,70-72,80 circa sembra avvalorare questa ipotesi: una conferma definitiva arriverà con la vittoria sui 75,43, massimo del 23/2. Oltre 77,49 riattivazione della tendenza rialzista di fondo in direzione di 88 circa, massimo di maggio 2007.
L'eventuale ritorno sotto 72,70-72,80 creerebbe invece le premesse per un test della linea crescente tracciata dal minimo di marzo e da quello di inizio maggio, attualmente in transito per 67,80 circa: in caso di violazione probabili affondi verso 63 e 57,36.