USA-Iran, cattive notizie per la difesa

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Inizio di settimana debole per la Borsa italiana, reduce dal record storico di venerdì. Tra i titoli maggiormente in difficoltà troviamo quelli dei gruppi attivi nel settore difesa, circostanza che non sorprende alla luce delle ultime evoluzioni dello scenario geopolitico.

USA-Iran, cattive notizie per la difesa

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USA-Iran, le trattative vanno avanti

Dopo il memorandum di intesa della scorsa settimana tra USA e Iran per il cessate il fuoco (anche in Libano) e la riapertura dello lo Stretto di Hormuz, le trattative vanno avanti nel resort svizzero di Buergenstock: si lavora alla definizione dei dettagli tecnici dell'accordo che, nelle intenzioni, dovrebbe essere siglato entro 60 giorni.

Da quanto emerge sembra che Trump non otterrà sostanzialmente nulla dall'operazione militare contro Teheran: soprattutto niente garanzie sul nucleare. Tra i risultati - non voluti dal funambolico presidente USA - possiamo annoverare un indebolimento della potenza americana (che nonostante il dispiegamento di forze non è riuscita ad avere la meglio sul piccolo Iran), un rafforzamento della posizione della Cina e anche, inaspettatamente, dell'Europa.

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L'uso della forza militare non paga

Ma l'elemento forse più significativo è che l'aggressività militare difficilmente consente di arrivare agli obiettivi desiderati: gli USA non sono riuscita a sottomettere l'Iran, la Russia potrebbe essersi infilata in un cul se dac in Ucraina e anche Israele rischia di vedere in qualche misura compromesso il proprio rapporto con Washington. In futuro chiunque possa prendere in considerazione l'opzione militare per risolvere un problema probabilmente valuterà il tutto con grande attenzione. In sintesi, notizie negative per il settore difesa.

L'analisi del grafico di Leonardo

Dal punto di vista tecnico il grafico di Leonardo sembra quello più interessante tra quelli dei titoli del comparto (Finacantieri e Avio gli altri due). Le quotazioni stanno ritracciando dal record del 12 marzo a 66,26 euro e al momento stanno testando il supporto fornito dal doppio minimo di inizio mese a 50,60 circa. Una chiusura di seduta sotto questo riferimento anticiperebbe un approfondimento verso 48,5350, minimo da fine 2025 toccato il 18 maggio.

Si tratta di un sostegno determinante nel breve-medio termine dato che l'eventuale violazione aprirebbe alla riattivazione del movimento discendente originato dal record con primo obiettivo in area 44 (minimi allineati tra maggio e novembre 2025) e successivo sui 33,74 dell'8 aprile 2025.

Le prospettive migliorerebbero in caso di superamento dei recenti massimi allineati a 54,50-55,00: Leonardo avrebbe infatti la possibilità di riavvicinarsi al record, a patto di riuscire a mettersi alle spalle il picco del 7 maggio a 56,70, con obiettivi intermedi a 59,60 e 63,20.

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