Alphabet accelera, Nvidia rallenta: due traiettorie opposte nella corsa all’AI

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Nvidia sotto pressione tra timori di concorrenza, memo difensivi e prese di profitto

Alphabet accelera, Nvidia rallenta: due traiettorie opposte nella corsa all’AI

Alphabet accelera, Nvidia rallenta: il mercato dell’AI si biforca

Il mercato sta iniziando a distinguere, all’interno della narrativa sull’intelligenza artificiale, tra chi sta costruendo un ecosistema sostenibile e diversificato (Alphabet) e chi resta fortemente esposto al ciclo degli investimenti in AI infrastructure (Nvidia). La seduta di martedì ha rappresentato un punto di svolta: mentre l’indice S&P 500 allungava grazie alla speranza di un taglio dei tassi a dicembre, i due pesi massimi dell’AI hanno preso direzioni opposte.

Alphabet: nuovi massimi, traiettoria “da quasi 4 trilioni”

Alphabet continua a macinare record, sostenuta da tre fattori:

  1. 1.

    potenziamento del business AI e del cloud, dove Google sta aumentando la produzione interna di semiconduttori e spingendo sulle TPU come alternativa “sicura ed economica” alle GPU Nvidia;

  2. 2.

    un core business pubblicitario ancora solido, che rende la crescita complessiva meno dipendente dal solo tema AI;

  3. 3.

    una narrativa di mercato decisamente favorevole, alimentata da:

    • •

      la vittoria giudiziaria che ha allontanato il rischio di uno “spezzatino” regolatorio,

    • •

      un investimento di Berkshire Hathaway,

    • •

      il buon riscontro del modello Gemini 3.

La notizia che Meta sarebbe pronta a spendere miliardi per adottare i chip AI di Google ha fatto il resto: il titolo è salito oltre il 3% nelle prime fasi, confermando una forza relativa nettamente superiore al resto del comparto.

Analisi tecnica (grafico settimanale):

Alphabet mostra un comportamento da “leader assoluto”:

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    prezzo in uptrend verticale, con candele ampie e volumi crescenti;

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    nessun segnale di debolezza sull’indicatore Heikin Ashi Trading System FTA (scrivi a info@ftaonline.com per info), che resta saldamente positivo;

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    struttura di trend molto sana: massimi crescenti, minimi crescenti e distanze dalle medie coerenti con un bull market maturo, non euforico.

Finché resta sopra 280–290 dollari, il controllo rimane ai compratori.


Nvidia: volatilità, prese di profitto e primi dubbi di sostenibilità

Nvidia resta un colosso da oltre 4,2 trilioni di capitalizzazione, ma le ultime settimane hanno portato un cambio di tono tra gli investitori. Il titolo è sceso del 12% nel mese, e martedì ha ceduto un altro 2,6%, scivolando verso i minimi di breve periodo.

La pressione non arriva solo dal mercato, ma anche dal sentiment:

  • •

    dubbi sulla sostenibilità del ciclo di investimenti AI (“capex supercaricati, profitti futuri meno scontati”);

  • •

    i commenti di Michael Burry, che ha aperto una posizione ribassista e paragona lo scenario attuale a una mini-dotcom;

  • •

    la decisione insolita dell’azienda di diffondere un memo di 7 pagine per difendersi da accuse esterne—un gesto percepito dal mercato come “troppo difensivo”.

Analisi tecnica (grafico settimanale):

Il grafico mostra segnali misti:

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    la tendenza primaria resta rialzista, ma sta rallentando;

  • •

    negli indicatori Heikin Ashi Trading System FTA (scrivi a info@ftaonline.com per info) compaiono zone di transizione e indebolimento;

  • •

    la candela pesante di due settimane fa, con chiusura sotto la media esponenziale 20 settimane, è un campanello d’allarme: indica che i compratori stanno perdendo forza.

Il livello chiave da monitorare è 165–170 dollari: sotto quel supporto diventerebbe realistico un test di 150–155, corrispondente alla media 50 settimane.


Mercato più ampio: risk-on moderato, ma le crepe restano

Fuori dall’AI trade, la seduta di mercoledì è stata sorprendentemente positiva:

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    Dow Jones +1,4%, miglior giornata da agosto

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    S&P 500 +0,9%, con 8 settori su 11 in rialzo

  • •

    healthcare e retail guidano la rimonta

  • •

    gli investitori reagiscono con ottimismo al ritorno dei dati macro (post-shutdown) che mostrano consumi in rallentamento e un PPI ancora alto, dinamica che rafforza le aspettative per un taglio della Fed

Il quadro è complesso: rallentamento dei consumi, lavoro più morbido, inflazione persistente e Fed divisa. Ma il mercato, almeno oggi, ha scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno.


Conclusione: non è la fine dell’AI trade, è la sua evoluzione

Il mercato dell’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase:

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    Alphabet viene premiata perché sta costruendo un modello integrato, sostenibile e poco dipendente da un solo segmento.

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    Nvidia, pur restando un gigante indiscusso, è più esposta ai cicli di investimento e ai dubbi sulla saturazione del mercato GPU.

Questa divergenza non segna la fine del boom AI, ma la sua maturazione, con investitori che iniziano a distinguere tra aziende:

  • •

    che “producono hype”,

  • •

    e aziende che “producono margini”.

La direzione dei prossimi mesi dipenderà soprattutto dalla Fed, dalla traiettoria dei capex AI e dall’effettiva capacità dei big tech di monetizzare gli investimenti titanici in infrastrutture.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.