Siri AI, la sfida di Apple sull'intelligenza artificiale

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

Il colosso di Cupertino annuncia un potente upgrade dei servizi offerti e rivendica la difesa della privacy e modelli di AI propri, anche se Google e Nvidia hanno aiutato

Siri AI, la sfida di Apple sull'intelligenza artificiale
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Alla nuova Siri AI, svelata alla Worldwide Developers Conference di lunedì 8 giugno 2026, Apple sta affidando moltissimo.

La sfida sull’innovazione innanzitutto. In questa delicatissima fase di transizione che vedrà il prossimo settembre il CEO Tim Cook lasciare la guida operativa a John Ternus, Apple dovrà dimostrare che sull’intelligenza artificiale, che da anni ormai promette una profonda rivoluzione del nostro quotidiano, ha costruito delle soluzioni proprie e competitive.

Per il gigante degli iPhone potrebbe essere una sfida esistenziale non priva di insidie. Basti ricordare che a maggio Apple ha accettato di pagare fino a 250 milioni di dollari per risolvere una class-action in cui veniva accusata di non aver fornito ad alcuni clienti le innovazioni promesse.

Adesso però il gruppo di Cupertino ha rivendicato un posizionamento specifico sul tema dell’intelligenza artificiale. Craig Federighi, a capo dell’ingegneria del software di Apple, ha dichiarato l’intenzione di produrre soluzioni che servano davvero alla gente.
Non l’AI per l’AI sul gigantesco hype commerciale che l’intelligenza artificiale ha creato, ma delle soluzioni per le persone.
Con un’attenzione specifica per la privacy che si conferma tra le maggiori preoccupazioni degli operatori.

Apple, le barriere sulla privacy come fattore distintivo dell’offerta

“Non riceverete da noi una pubblicità del tipo 'Hey, abbiamo notato che ti piace il cibo tailandese, eccoti alcune proposte thai'", ha scherzato Federighi: un modo chiaro per rivendicare l’impegno nella difesa dei dati personali dei suoi clienti. Come funzionerà? Siri AI potrà aiutare gli utenti con le foto e i testi dei messaggi, ma non userà o conserverà nessuna informazione personale relativa alle richieste a Siri AI.

C’è stata una profonda revisione della strategia su questo fronte guidata da Mike Rockwell, anche se questo non ha sbloccato le nuove offerte per i mercati dell’Europa e della Cina, dove istanze regolamentari freneranno per ora l’introduzione dei nuovi servizi. Anche il Digital Markets Act europeo ha nell’ottica di Cupertino le sue responsabilità su questo.

I piani prevedono adesso alcuni mesi con le versioni beta di Siri AI e quindi in autunno il lancio ufficiale negli Stati Uniti. Per gli altri mercati bisognerà appunto aspettare ancora.

Apple promette con la nuova soluzione anche un'attenzione particolare ai controlli dei genitori (parental control) sull’uso della tecnologia da parte dei bambini: sono previsti nuovi e intuitivi strumenti per le famiglie ed è possibile creare un “child account” supervisionato da un adulto che può decidere quali app rendere disponibili e cosa viene aggiunto di volta in volta alla piattaforma del bambino.

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Apple, partner di peso come Google e Nvidia

Federighi ha definito Siri AI un “huge upgrade”, un “enorme potenziamento”, che garantirà nuove funzionalità ai clienti. La ‘nuova generazione dell’AI di Apple’ sarà più intelligente, più esperta e più capace e sarà profondamente integrata negli iPhone, negli iPad, nei Mac, negli Apple Watch e nell’Apple Vision Pro e potrà ovviamente progettare risposte sulla base dei dati dell’utente (con i vincoli di cui sopra), cercare sul web soluzioni o aiutare le persone a capire dei contenuti.

Il Financial Times ha evidenziato che almeno due grandi partner hanno contribuito a questa nuova attesa generazione di servizi di AI per gli utenti di Apple.

Il primo è Google dalla quale, tramite un accordo di gennaio, Apple ha tratto i modelli di fondazione (i foundation model di Gemini, insomma) che poi però ha portato a un’evoluzione propria tramite i propri ricchi dataset.

Apple ha inoltre dichiarato che si servirà anche dei potenti chip di Nvidia per sviluppare le soluzioni più avanzate sul proprio cloud.

D’altronde il panorama è estremamente competitivo e Siri AI si dovrà confrontarsi con antagonisti formidabili come Claude di Anthropic o Chat GPT di Open AI.
La sfida continua.