Asia-Pacific è in espansione ma il Nikkei 225 perde lo 0,33%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una chiusura d'ottava in brusco rallentamento per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, deprezzatosi del 2,86% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando comunque alla fine su una espansione.

Mentre prosegue la tornata di trimestrali della Corporate America (dopo la chiusura di Wall Street sarà oggi il turno di Apple di presentare i suoi risultati), i riflettori questa settimana sono tutti sulle elezioni di Midterm di martedì 3 novembre, in cui Donald Trump rischia di perdere il controllo del Congresso (ma si vota anche in molti Stati per eleggere il governatore).

Sullo sfondo rimane il conflitto in Medio Oriente con Trump che continua a minacciare nuovi attacchi contro l'Iran mentre si continua parallelamente a trattare una possibile risoluzione pacifica della crisi. Il clima comunque rialzista per la regione si concretizza intanto in un progrsso intorno allo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di un declino intorno allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,33% (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,88%).

Sul fronte macroeconomico, deterioramento per l'attività manifatturiera del Giappone, che si conferma comunque per il decimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti. In ottobre l’indice Pmi Jibun Bank stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank ha infatti segnato un declino su 53,3 punti dai 54,1 punti di settembre, in linea con la lettura preliminare.

In ottobre l'indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina è sceso su 49,3 punti dai 50,1 punti di settembre (49,9 punti il consensus). L'indice Pmi RatingDog elaborato da S&P Global è invece calato su 52,0 punti da 52,1 punti, come previsto.

Tutte in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano l'1,08% e lo 0,79% rispettivamente, contro un netto rialzo dell'1,94% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,50% (fa decisamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso superiore al 2%). A Sydney è stato dello 0,58% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è stata del 2,24% l'espansione del Kospi.

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