Asia-Pacific in rialzo. Il Nikkei 225 supera i 58.000 punti
pubblicato:Dopo una seduta in moderato calo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,16% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando alla fine in positivo. Sotto i riflettori la Federal Reserve (Fed), dopo che gli incoraggianti dati sul mercato del lavoro Usa pubblicati mercoledì allontanano l'ipotesi di nuovi tagli dei tassi dopo i tre da 25 punti base del 2025. Per il FedWatch Tool di Cme Group sono di appena del 7,5% le probabilità di una nuova riduzione di 25 punti base (al 3,25% -3,50%) nel meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) di 17-18 marzo. Il clima complessivamente positivo per la regione si concretizza intanto in un'espansione intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è sostanzialmente invariato a fronte di un recupero di circa lo 0,20% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,02% appena (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,70%), dopo avere sfondato per la prima volta nella storia la quota di 58.000 punti in intraday. Sul fronte macroeconomico, in gennaio i prezzi alla produzione sono saliti in Giappone del 2,3% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 2,4% di dicembre (e al 2,7% di ottobre e novembre), in linea con le attese degli economisti. Su base sequenziale l'indice dei prezzi alla produzione è invece cresciuto i dello 0,2% contro lo 0,1% precedente (0,3% in novembre), anche in questo caso in linea con il consensus.
Contrastate le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,05% e lo 0,12% rispettivamente, contro un progresso dello 0,51% per lo Shenzhen Composite. Male invece Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in calo di circa lo 0,90% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un declino intorno all'1%). A Seoul il Kospi ha segnato un rally del 3,13% sui nuovi massimi storici di 5.522,27 punti. A sostenere l'indice sudcoreano sono stati ancora una volta i due colossi dei chip di memoria Samsung Electronics e Sk Hynix (rimbalzati del 6,44% e del 3,26% rispettivamente. A Sydney è stato dello 0,32% il rialzo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
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