Bonus Anziani 2026, ecco come funziona il supporto agli over 80 quest’anno
pubblicato:La prestazione universale istituita a inizio 2025 prosegue quest’anno ecco come funziona, a quanto ammontano quote fissa e integrativa, quali sono i requisiti

Nel 2026 prosegue la sperimentazione della Prestazione Universale o come è stata ribattezzata spesso nella cronaca del Bonus Anziani. Il beneficio è stato infatti programmato dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025 dalla norma che l’ha istituita, il cosiddetto Decreto Anziani – D.Lgs 29/2024.
Di cosa si tratta?
È un supporto specificamente immaginato per l’aiuto a ultraottantenni con gravi bisogni assistenziali specifici e punta a rafforzarne l’assistenza domiciliare.
Bonus Anziani, i quattro requisiti
I requisiti principali per l’accesso a questo contributo sono quattro:
- Età pari o maggiore di 80 anni.
- Un bisogno assistenziale gravissimo definito dai parametri dell’art. 3 del decreto ministeriale del 26 settembre 2016 o in tutti i casi di necessità di assistenza continua di 24 ore al giorno. Il requisito sanitario del bisogno assistenziale gravissimo è valutato da una commissione medico-legale dell’INPS ed è accompagnato anche da un requisito sociale che lo collega alla situazione familiare e assistenziale tramite un questionario da compilare alla domanda del beneficio.
- L’ISEE in corso di validità deve essere minore o uguale a € 6.000
- L’anziano beneficiario deve essere titolare di indennità di accompagnamento (ex art. 1, comma 1, legge 11 febbraio 1980, n. 18)
Decreto Anziani, a quanto ammonta la prestazione universale
La Prestazione Universale del Decreto Anziani si compone essenzialmente di due quote: una quota fissa e una quota integrativa:
- La quota fissa che in pratica sostituisce ed eguaglia l’indennità di accompagnamento. Si calcola quindi allo stesso modo e, come risulta dall’allegato 2 della circolare n. 153 del 19 dicembre 2025 dell’INPS, ammonta per il 2026 a € 552,57 (“INVALIDI CIVILI TOTALI CON PENSIONE E INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO”)
- La quota integrativa – che rappresenta quindi il reale beneficio aggiuntivo ed è perciò denominata “assegno di assistenza” – ammonta attualmente a 850 euro mensili (ma specifica l’Inps “nei limiti delle risorse disponibili”).
L’INPS nel descrivere il Bonus Anziani precisa anche che la quota integrativa/assegno di assistenza da 850 euro è finalizzata a una delle due seguenti prestazioni:
- a retribuire l’assistenza di lavoratori domestici all’anziano o in alternativa
- ad acquistare servizi di lavoro di cura e assistenza da parte di imprese o professionisti qualificati nel settore dell’assistenza sociale non residenziale.
In totale quindi l’assegno del Bonus Anziani può al massimo arrivare a € 1.402,57.
Bonus Anziani, i servizi acquistabili e la documentazione delle spese
I servizi acquistabili sono definiti per l’area socioassistenziale in cura e igiene della persona; lavanderia, pasti a domicilio, gestione dell’abitazione, accompagnamento a visite, piccole commissioni, disbrigo pratiche amministrative.
Nell’area sociale i servizi acquistabili sono mantenimento di relazioni sociali, mantenimento di abilità pratiche, sostegno psicologico/educativo, telesoccorso e teleassistenza.
L’INPS ha comunque pubblicato un’apposita brochure con le specifiche, un tutorial sulla presentazione della domanda e un tutorial sulla documentazione da allegare.
In questi documenti sono specificati alcuni aspetti importanti, per esempio, nel caso di assunzione di un lavoratore domestico, la necessità di intestare il contratto al beneficiario della prestazione universale e di garantire un’esecuzione di almeno 15 ore settimanali.
L’INPS controlla anche il regolare versamento dei contributi dell’eventuale lavoratore domestico assunto e prevede una giustificazione delle spese sostenute. I documenti di merito sulle spese (copie buste paga o fatture per esempio) vanno allegate entro scadenze trimestrali: il 10 aprile, il 10 luglio, il 10 ottobre, il 10 gennaio.
La spesa non corretta dell’assegno di assistenza può causare una comunicazione di indebito per la restituzione della quota integrativa non correttamente utilizzata.
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