Tecnologici, la crisi del software agita Wall Street

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Software house in crisi con l'AI, le ultime funzioni del chatbot Claude di Anthropic hanno scosso il settore, ma si scopre che i ribassi si costruivano da tempo e neanche Juang (Nvidia) riesce a calmare le acque. Anzi perdono anche titoli del chip con AMD o Micron e l'incertezza cresce

Tecnologici, la crisi del software agita Wall Street

Oggi Reuters mette nel titolo di prima pagina l’espressione “Software-mageddon” (il “disastro finale del software”), raccolta da Art Hogan, capo strategie di B Riley Wealth. La divaricazione recente tra le performance dei colossi dei semiconduttori e i giganti del software di Wall Street è uno dei temi più caldi della cronaca finanziaria nelle ultime ore e per i valori in gioco chiama in causa i mercati globali.

Il tentativo di analisi nasce dalle reazioni spesso scomposte a New York ai risultati trimestrali e annuali dei giganti della tecnologia, alle loro previsioni di investimenti in AI.

L’analisi segue la caduta di quasi il 5% del Nasdaq 100 dalle vette di 6 sedute fa, ma c’è anche qualcosa di più profondo, i primi tentativi solidi di misurare vincitori e vinti della lotta per l’intelligenza artificiale che da tempo scalda i listini.

Settore Software in calo da mesi a Wall Street (e non solo), da Oracle a Salesforce

Le incertezze sulle valutazioni del dollaro, i record di investimenti perennemente aggiornati, i timori sulla tenuta delle finanze pubbliche, le tensioni geopolitiche, impongono sempre più da vicino delle selezioni in panieri che iniziano a mostratore direzioni di marcia più contrastate e differenziate.
L’Indice S&P Software & Services Select Industry Index, per esempio ha perso il 20% in un anno e il 17% da inizio anno.
L’S&P 500 SOFTWARE & SERVICES INDEX ha perso il 9,94% in un anno e il 14,3% in un mese (mentre il Nasdaq 100, dopo avere aggiornato i massimi storici a ottobre si è mosso sostanzialmente per vie laterali).

In questo paniere Reuters cita il colosso del software finanziario Intuit, che in effetti dallo scorso agosto ha perso quasi il 50% del proprio valore di Borsa e ora capitalizza circa 124 miliardi di dollari, c’è anche ServiceNow che ha perso quasi il 60% in un anno e vale ora 114 miliardi di dollari, e c’è la ben più famosa Oracle, del sostenitore di Trump Larry Ellison, che dai  massimi di settembre ha perso il 58% e ora vale ‘appena’ 444 miliardi di dollari. Un altro colosso del software come SalesForce dalla fine del 2024 ha perso più del 50%

Software, l'ultima release legale di Anthropic manda ko diversi titoli sui listini

Molte crisi del settore del software sembrano insomma protrarsi da mesi, ma ci sono anche tensioni assai più recenti, come quella del lancio dello strumento per il settore legale di Anthropic e del suo chatbot Claude  che, sottolineava il Guardian appena l’altro ieri, ha mandato ko diverse data company europee come Pearson, gigante della formazione e dell’education di stanza a Londra che ha perso il 7,6% in un giorno, ma è anche reduce da un calo del 36% dai massimi di fine febbraio 2025, o Experian, colosso del rating creditizio che in un giorno ha ceduto il 6,8% e a sua volta dai massimi di luglio è arrivata a cedere il 40%.
Sage Group, altra impresa del software contabile, l’altro ieri ha perso il 10% ma dai massimi di febbraio ha accumulato un ribasso del titolo di oltre un terzo del proprio valore: ora capitalizza circa un 8,2 miliardi di sterline.

La sensazione generale, forse il timore, è che l’intelligenza artificiale nelle sue sempre più diffuse ed efficaci applicazioni possa per prime cannibalizzare le società di software i cui servizi sembra in grado in qualche caso di sostituire.
Un po’ come Amazon che ha cancellato una pletora di attività e negozi man mano che prendeva piede. D’altronde proprio il grande investitore tecnologico Amazon ha confermato di recente che con una seconda tranche di 16 mila licenziamenti conferma i rumors dello scorso ottobre di un totale di 30 mila esuberi in arrivo. Il sito specializzato Layoffs.fyic ha contato 700 mila licenziamenti nel settore tecnologico negli ultimi quattro anni: se è colpa dell’AI è un cannibalismo di prossimità.

Il timore che si è materializzato sui mercati è stato insomma questo: l’intelligenza artificiale cancellerà le case di software? Ha provato a gettare acqua sul fuoco, in maniera ovviamente interessata, l’ad di Nvidia, il più importante costruttore di chip per l’AI, Jensen Huang che di fronte all’ondata di vendite sulle software house dopo l’ultima versione di Claude di Anthropic ha gettato acqua sul fuoco: l’AI, ha argomentato, non cancellerà gli strumenti software, ma costruirà sopra.

Un po’ come i robot umanoidi che guidano auto e usano strumenti progettati per le nostre mani. Il mercato non sembra essersi persuaso del tutto, anzi.

Software in crisi, in calo anche Microsoft, SAP e Adobe e negli ultimi giorni ripiegano anche chip house come AMD e Micron

In questo furore di trimestrali molti sono ancora scottati dalla pioggia di vendite sulla software house per eccellenza, Microsoft: Big Blue ha battuto le attese sulla trimestrale, ma ha anche annunciato investimenti in crescita del 66% a 37,5 miliardi di dollari in tre mesi, oltre le attese del consensus. La reazione del mercato è stata violenta è l’azione ha perso il 10% in un giorno. Si sa da tempo che anche l’esplosione degli investimenti in AI è una possibile minaccia per tecnologici grandi e piccoli, ma in questi giorni la sensibilità è cresciuta. Come leggere altrimenti il crollo del titolo della tedesca SAP del 16% il 29 gennaio dopo risultati forse deludenti, ma comunque in crescita? Anche un gigante come Adobe in un anno ha perso quasi il 60% e l’altro ieri ha vacillato non poco. La francese Capgemini dai massimi del 2024 ha quasi dimezzato il proprio valore di mercato.

Ma se sul fronte del software sembra emergere una crisi di mercato - quando dovuta a riprezzamenti dopo anni di corsa borsistica o quanto dovuto alla concorrenza AI è difficile dire – in qualche caso la voglia di vendere ha prevalso o sta prevalendo anche su titoli solidi dell’hardware, di quella infrastruttura AI che sembra l’apripista della promessa della nuova epoca dell’intelligenza artificiale, almeno a Wall Street. E’ il caso di AMD che ha perso il 17% nell’ultima seduta dopo dati in forte crescita o di Micron (-14% in due sedute).

Sicuramente insomma non solo i titoli del software, ma tutto il comparto tecnologico, stanno vivendo giornate di grande incertezza.

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