Piazza Affari, chi ha vinto e chi ha perso nel 2025

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Ecco come è andato l'anno per le azioni protagoniste di Borsa Italiana, dalla difesa (Fincantieri, Leonardo, Iveco) alle banche (da Unicredit a MPS), agli energetici (daTenaris a Eni). Diversi i temi ancora caldi, compresi l'automotive e il sanitario

Piazza Affari, chi ha vinto e chi ha perso nel 2025

Piazza Affari si avvia a concludere un anno sicuramente positivo, ma anche carico di incertezze che proiettano interrogativi complessi sul 2026 dietro l'angolo.

Borsa Italiana, il FTSE MIB chiude bene l'anno, ma non mancano gli interrogativi

Il Ftse MIB valeva 34.816 punti il 30 dicembre del 2024 e oggi ne vale 40.650, con un rialzo quindi del 18,9% che è il migliore tra le grandi Borse europee e promette di chiudere i 12 mesi con performance superiori al Dax tedesco (+15,6%) e al Cac 40 francese (+10,25%).

Lo scorso 7 aprile 2025 anche il Ftse MIB aveva segnato però un ribasso niente male, di oltre il 6,6% a 31.945 punti, nel bel mezzo della fase più dura della guerra dei dazi scatenata da Donald Trump.

Quell'affondo si vede sulla maggior parte dei grafici finanziari mondiali e sta lì a segnalare da dove veniamo. Ancora oggi la notizia di nuovi dazi della Repubblica Popolare cinese su diversi prodotti europei, soprattutto lattiero-caseari, conferma che la discussione sul confronto commerciale acceso tra le nazioni del mondo è ancora tutta aperta.

Borsa Italiana, i migliori del 2025

A Milano cosa è successo? Chi sono vincitori e perdenti – come si usa dire – dell'ultimo anno. Nel Ftse MIB, il paniere dei primi 40 titoli italiani per capitalizzazione, oggi si registra una novità importante con l'ingresso di Fincantieri al posto di Interpump che conferma un altro tema caldo di tutto l'anno appena trascorso e probabilmente dei prossimi anni a venire: la difesa.

E' proprio la new entry Fincantieri a registrare la performance migliore dell'anno nel paniere principale: +136,6% Dalle navi da crociera – dove mantiene una leadership globale e ottimi affari – alle navi di supporto offshore, alle navi per la difesa e l'underwater, il gruppo ha differenziato e fatto evolvere il proprio business e di recente ha chiuso pubblicato il piano al 2030, anno entro il quale punta ad accrescere del 40% i ricavi e del 90% l'ebitda raggiungendo un utile netto da circa mezzo miliardo di euro. Con un P/E ordinario degli ultimi 12 mesi a 54,62x il titolo Fincantieri ha però sicuramente già corso tanto.

Sicuramente più di un distinguo va fatto sulla seconda classificata del Ftse MIB: la Popolare di Sondrio ha guadagnato quest'anno il 103,8%, ma è stata conquistata con un'offerta da Bper Banca che ne controlla ormai più dell'80% e a metà settembre ha contribuito in maniera importante alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione che oggi vede alla presidenza Andrea Casini e come amministratore delegato Elvio Sonnino. I piani a 360 gradi sui vari business del settore bancario e le sue conquista hanno portato abbastanza vicina Bper Banca che vediamo al quinto posto del Ftse MIB con un rialzo da inizio anno di oltre il 92%.

Dei distinguo servono pure per Iveco, purtroppo. Dopo una corsa da oltre il 102% da inizio anno cui hanno contribuito diverse speculazioni, alla fine di luglio i vari capitoli del dossier del colosso dei camion si sono ricomposti con la cessione per 1,7 miliardi di euro (enterprise value) del business difesa a Leonardo e l'accordo per la vendita del resto, per 3,8 miliardi di euro, agli indiani di Tata Motors.

Poco distante è nella classifica, da questo secondo posto, è infatti Leonardo, che nell'anno ha guadagnato più dell'88%, un'altra performance impressionante ricollegabile al business della difesa (la sesta del Ftse MIB).

Una partita a parte - e attualissima - è quella di Telecom Italia, che da inizio anno ha più che raddoppiato il proprio valore (+101%), grazie al consolidamento nell'azionariato di Poste Italiane (+56% da inizio anno), partner sempre più industriale che punta a fare tante cose nuove con una TIM esdebitata dalla cessione della rete fissa.

Nei primi posti della classifica del Ftse MIB spiccano ancora quest'anno i titoli finanziari reduci da una stagione effervescente e tutti molto solidi, nonostante la sforbiciata dei tassi della BCE: segnaliamo Unicredit (+83% da inizio anno), Banco BPM (+66%), Intesa (+53%) ed MPS (+31%).
Le manovre espansionistiche di Unicredit su Commerzbank vengono traghettate nel 2026, mentre il dossier di MPS con la recente conquista di Mediobanca (+23%) e le implicazioni per il colosso Generali (+29%) restano al giro di boa dell'anno alla prova delle nuove inchieste della magistratura su un eventuale concerto di Caltagirone, Delfin e dell'ad della banca senese Luigi Lovaglio.

Ftse MIB, a chi è andato male il 2025

Al lato opposto della classifica si notano titoli di settori diversi, con qualche sorpresa. I (quasi) 12 mesi hanno visto un calo del 45% circa di Amplifon e una flessione di Diasorin del 36% Male anche con un calo di quasi il 7% Recordati, a conferma di un settore sanitario che ancora deve trovare la sua strada verso il recupero.
Non è andata bene ad altri big. Nexi (-25%) segna un altro anno di contrazione dei valori in Borsa, tra rumors e spunti che non riescono a risollevare le sorti borsistiche del player di rango dei pagamenti digitali.

Arretrano anche Stellantis (-21% da inizio anno) e Ferrari(-21%), segnalando una debolezza dell'automotive che non è estranea sicuramente al -6,9% di STMicroelectronics.

Da rendicontare, in un anno che ha visto ancora debolezza sul fronte delle quotazioni del petrolio greggio (il Brent è passato da 70,77 dollari al barile a 61,63), le cattive performance annuali di Tenaris (-12%) e Saipem (-10,7%). Di segno completamente diverso le performance di un big dell'energia come Eni (+16%), che prosegue con l'evoluzione del suo modello satellitare, e di un altro protagonista del comparto Enel, che da inizio anno ha aumentato di quasi un quarto il proprio valore in Borsa (+24,3%)

Performance diverse, tra i vari settori e dossier, caratterizzano quindi l'anno appena trascorso.
Temi caldi come la difesa, l'intelligenza artificiale, l'adattamento dell'automotive o i nuovi assetti dell'energia sicuramente fanno da ponte verso l'anno prossimo, ma ancora una volta con poche certezze e tanti nodi da risolvere.

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