Borsa Usa: segno meno per il Dow Jones e l'S&P 500 nel giorno della Fed. Poco sopra la parità il Nasdaq Composite

di FTA Online News pubblicato:
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La Borsa di New York ha chiuso la seduta in calo in vista delle trimestrali di alcuni colossi tecnologici (pubblicate dopo la chiusura di Wall Street). Il Dow Jones ha perso lo 0,57%, l'S&P 500 lo 0,04%. Poco sopra la parità il Nasdaq Composite (+0,04%).
Come ampiamente previsto la Federal Reserve (Fed) ha lasciato ancora invariati i tassi d'interesse Usa sul range del 3,50% -3,75%. In quello che a meno di clamorose sorprese dell'ultim'ora è stato l'ultimo meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) presieduto da Jerome Powell, la Fed si è rivelata divisa con non succedeva da oltre 30 anni. I voti favorevoli al mantenimento dello status quo sono stati infatti 8 sui 12 totali espressi dai membri del Fomc. L'ultima volta che quattro membri avevano espresso parere contrario, ricorda la Cnbc, era stato nell'ottobre 1992.
Tra i titoli in evidenza Visa +8,26%. Il gruppo delle carte di credito ha chiuso il primo trimestre con un utile superiore alle attese ed ha rivisto al rialzo l'obiettivo annuale.
Starbucks +8,45%. Il gruppo del caffè ha migliorato la guidance 2026.
NXP Semiconductors +25,55%. Il produttore di chip ha fornito previsioni per il secondo trimestre più forti del previsto.
Seagate Technology +11,1%. La società di archiviazione dati ha battuto le attese nel terzo trimestre ed ha comunicato stime per il trimestre in corso incoraggianti.
Sul fronte macroeconomico gli ordinativi di beni durevoli, secondo quanto comunicato su base preliminare dallo U.S. Census Bureau, in marzo gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti in Usa dello 0,8% sequenziale, contro il ribasso dell'1,2% della lettura finale di febbraio (0,5% il declino di gennaio) e l'incremento dello 0,2% del consensus. Gli ordini di beni durevoli core (escludendo i trasporti) sono invece aumentati dello 0,9% contro l'1,2% precedente (0,3% l'incremento di gennaio) e il progresso dello 0,4% stimato dagli economisti.
Il deficit commerciale di beni (dato preliminare) è cresciuto ulteriormente a marzo su 87,9 miliardi di dollari dagli 83,5 miliardi della lettura finale di febbraio (81,8 miliardi in gennaio) e poco sopra agli 87,5 miliardi del consensus.
Le scorte all'ingrosso (dato che misura la variazione del valore totale dei beni detenuti in inventario) sono cresciute a marzo dell'1,4% mensile, contro il progresso dello 0,9% di febbraio (0,3% il declino di gennaio) e la crescita dello 0,4% stimata dagli economisti.
Le licenze edilizie sono crollate a marzo del 10,8% sequenziale, attestandosi a 1,37 milioni di unità contro gli 1,54 milioni di febbraio (1,39 milioni in gennaio) e gli 1,39 milioni del consensus.
I nuovi cantieri sono rimbalzati a marzo del 10,8% sequenziale, attestandosi a 1,50 milioni di unità contro gli 1,36 milioni precedenti (1,40 milioni in gennaio) e gli 1,40 milioni del consensus.

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