Delfin, ipotesi rivoluzione asset

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Secondo indiscrezioni gli eredi di Leonardo Del Vecchio trattano la vendita delle partecipazioni non operative

Delfin, ipotesi rivoluzione asset

É in arrivo una rivoluzione nella cassaforte della famiglia Del Vecchio. La holding Delfin in cui sono custodite le partecipazioni azionarie messe insieme dal fondatore di Luxottica potrebbe essere in parte svuotata. Nel contenitore troviamo oltre all'asset operativo - ovvero il 32% di EssilorLuxottica, il gigante del settore lenti e occhiali nato nel 2018, di cui Delfin è il principale azionista, alle quotazioni attuali vale ben 34 miliardi di euro - la pletora di quote costruite, soprattutto negli ultimi anni di vita, dal fondatore Leonardo scomparso nel 2022.

In ballo circa 11 miliardi di euro

Si tratta di pacchetti azionari molto consistenti nei principali gruppi finanziari italiani (dati tratti dal sito Consob): quasi il 20% di Mediobanca (primo azionista, valore di mercato 3,3 miliardi di euro), il 10% di Generali (secondo azionista a ridosso della stessa Mediobanca, 4,7 miliardi), il 2,7% di Unicredit (terzo azionista dietro i fondi Blackrock e Capital Research, 2,3 miliardi), quasi il 10% di Banca MPS (secondo azionista dietro al Tesoro, 0,9 miliardi). Il controvalore totale delle partecipazioni finanziarie ammonta quindi a oltre 11 miliardi di euro e secondo indiscrezioni di stampa buona parte degli eredi di Leonardo - se non la maggioranza - preferirebbe cederle tutte.

Conseguenze sul risiko bancario

L'incasso potenziale sarebbe stratosferico: parliamo di otto persone fisiche, i sei figli, la vedova e il figlio di quest'ultima. Le cifre in ballo sono enormi e non solo, dato che Delfin è cifre alla mano il soggetto maggiormente coinvolto nel risiko bancario che vede MPS all'assalto di Mediobanca-Generali e Unicredit in trattativa con il governo per BPM. L'uscita di scena della holding potrebbe rimescolare le carte in tavola e magari imporre un'ulteriore accelerazione al processo di riassesto della finanza italiana.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Simone Ferradini
Simone Ferradini

Nato a Firenze nel 1970. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie all'Università di Siena con una tesi sulla gestione del passivo delle banche. Analista finanziario dal 1999 con esperienza nell'ambito dell'analisi fondamentale equity, dell'analisi tecnica e dellanalisi dei dati macroeconomici. Ha tenuto corsi di formazione per personale bancario su mercati e strumenti finanziari. Collabora con FTAOnline dal 2002 occupandosi di approfondimenti tecnici e macroeconomici. Dal 2013 iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti, contribuisce ai lanci del notiziario e redige articoli per il sito.