doValue: piano al 2029 con forte crescita dei margini e risorse per la remunerazione
pubblicato:A fine mattinata doValue annulla i rialzi visti in precedenza e segna una lieve flessione dello 0,1% a 1,8190 euro. Il titolo aveva inizialmente beneficiato dell'approvazione da parte del cda del piano industriale 2027-2029. Il piano verrà presentato alla comunità finanziaria oggi in occasione del Capital Markets Day.

A fine mattinata doValue annulla i rialzi visti in precedenza e segna una lieve flessione dello 0,1% a 1,8190 euro. Il titolo aveva inizialmente beneficiato dell'approvazione da parte del cda del piano industriale 2027-2029. Il piano verrà presentato alla comunità finanziaria oggi in occasione del Capital Markets Day.
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I target finanziari del piano
Il nuovo piano prevede due principali obiettivi finanziari: EBITDA di 330–350 milioni di euro (da 217 nel 2025) con margine fino al 40% e Free cash flow ricorrente a 100–120 milioni, pari a una cash conversion di circa il 30-35%, a supporto di un leverage netto nel range 2,0x-2,5x, della remunerazione degli azionisti e di operazioni tattiche di M&A bolt-on. Aggiornata la guidance 2026 con EBITDA a 270-290 milioni da circa 300 milioni precedentemente previsti, riflettendo un'attività di recupero crediti più prudente in Italia, mentre coeo continua a superare le attese.
La spinta arriva dalle Digital Collection
La crescita di doValue si appoggerà principalmente sulle Digital Collection, ovvero sulle attività di recupero crediti basate su modalità digitali: l'EBITDA 2029 della divisione è previsto a 140-160 milioni, pari a una crescita media annua del 30%, grazie a una maggiore penetrazione presso i clienti multinazionali esistenti, alla continua espansione nei Paesi nordici e all’estensione delle competenze di coeo ai mercati del Sud Europa in cui doValue vanta già una presenza consolidata. Il contributo all'EBITDA di gruppo è atteso crescere dal 20% del 2025 al 45% a fine piano, sopravanzando la divisione NPE Servicing (da 62% a 36%).
Ampia disponibilità per remunerazione e M&A
Altro elemento base del piano è la disponibilità di risorse per la remunerazione degli azionisti o per acquisizioni. Considerando l'obiettivo di flee cash flow ricorrente e ipotizzando un leverage nella parte bassa del range atteso (ovvero 2,0x) si arriva a almeno 150 milioni di euro disponibili nel periodo 2027-2029 per dividendi, buyback o acquisizioni: la cifra salirebbe a 300 milioni qualora il gruppo decidesse di operare nella parte alta, quindi con leverage a 2,5x.
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L'analisi del grafico di doValue
Dal punto di vista grafico possiamo osservare che il titolo sta, da alcune sedute, premendo sulla resistenza a 1,8490 euro, massimo del 17 settembre. Una vittoria confermata in chiusura di seduta su questo riferimento determinerebbe il completamento del potenziale doppio minimo formatosi durante il mese scorso. L'obiettivo ideale della figura è sui 2,10, proprio in corrispondenza degli ex supporti di giugno e luglio.
Sopra questi ostacoli si aprirebbero spazio di ascesa più ampi in direzione di 2,50-2,60, massimi allineati visti a partire da fine febbraio e linea che scende dal picco di settembre 2025 a 3,37: una stabilizzazione oltre gli stessi creerebbe le premesse per il ritorno su detto massimo.
L'incapacità di avere la meglio sugli 1,8490 potrebbe invece anticipare un test di area 1,58, decisiva per scongiurare la riattivazione della tendenza ribassista attiva da oltre un anno verso 1,33 e soprattutto il minimo storico di novembre 2024 a 0,9175.