Ecobonus veicoli commerciali, ecco come funziona

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Dal oggi 29 luglio è riaperta la piattaforma gestita da Invitalia sulla quale sarà possibile prenotare i contributi per l’acquisto di veicoli commerciali e il retrofit Gpl/metano

Ecobonus veicoli commerciali, ecco come funziona

Tra i vari incentivi alla mobilità, allo svecchiamento del parco mezzi italiano e al suo efficientamento ambientale ed energetico spicca l’ecobonus per i veicoli commerciali. La piattaforma dedicata di Invitalia per l'accesso a questo contributo o a quello sul retrofit GPL/metano è riaperta da oggi 29 luglio 2026 alle 12:00.

Si tratta di una misura destinata esclusivamente alle PMI che si occupano specificamente di trasporto di cose in conto proprio o in conto di terzi. Rientrano nel perimetro dei requisiti richiesti anche le PMI che si caratterizzano come società di noleggio, ovvero hanno acquistato un veicolo commerciale presentando al concessionario un ordine esplicitamente rivolto a un contratto di noleggio sottoscritto con una PMI che svolge l’attività di trasporto cose. In questo caso però il contratto di noleggio deve essere di almeno tre anni.

Ecobonus veicoli commerciali, le categorie coinvolte

L’incentivo riguarda l’acquisto di veicoli di categoria N1 (veicoli progettati e costruiti per il trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t) e di categoria N2 (veicoli progettati e costruiti per il trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t) ai sensi dell’art. 47 del Codice della Strada (DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992 , n. 285). Il veicolo deve essere nuovo di fabbrica, destinato appunto a PMI esercenti trasporto cose, ad alimentazione BEV (Battery Electric Vehicle, ossia veicoli che usano solo un motore elettrico senza diesel o benzina) o FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle, ossia veicoli elettrici a celle a combustibile alimentati a idrogeno) o con alimentazione tradizionale.

È obbligatoria anche la rottamazione di un veicolo nel caso di acquisto di un veicolo nuovo ad alimentazione tradizionale.

Ecobonus veicoli commerciali, in caso di rottamazione

Dunque i casi prevedono, in caso di rottamazione, che il veicolo rottamato sia della stessa categoria del veicolo nuovo in via di acquisto, ossia N1 o in alternativa N2 in rottamazione e in acquisto. Il veicolo rottamato deve essere intestato al fruitore dell’ecobonus da almeno 12 mesi e il veicolo rottamato non deve superare la Classe Euro 4.

All’acquisto del nuovo veicolo sono imposti anche l’indicazione del veicolo da rottamare e la segnalazione del contributo Ecobonus DPCM del 10 giugno 2026.

A quel punto diventa obbligatorio per il concessionario la consegna a un demolitore del veicolo usato entro 30 giorni e la radiazione dello stesso per demolizione allo sportello telematico dell’automobilista.

Ecobonus veicoli commerciali, caso senza rottamazione

Anche il caso di accesso all’ecobonus senza rottamazione riguarda esclusivamente veicoli di categoria N1 e N2, ma solo con alimentazione BEV e FCEV.

Anche in questo caso è obbligatorio indicare il contributo Ecobonus.

L’acquisto di questi veicoli da parte di persone giuridiche prevede l’obbligo di mantenimento della proprietà del veicolo stesso nuovo per almeno 24 mesi (2 anni).

Le risorse approntate dal governo sono quest'anno di 40 milioni di euro per l'ecobonus veicoli commerciali e di 4 milioni.

L'ammontare dei contributi per i veicoli commerciali segue questa tabella.

BEV e FCEV

Alimentazioni tradizionali

0 - 1,49 t

senza rottamazione

2000

-

con rottamazione

4000

2000

1,5-2,39 t

senza rottamazione

4500

-

con rottamazione

8000

3000

2,4.-3,49 t

senza rottamazione

10000

-

con rottamazione

14000

4500

3,5-4,24 t

senza rottamazione

14000

-

con rottamazione

18000

8000

4,25-7,2 t

senza rottamazione

16000

-

con rottamazione

20000

10000