Europa tra geopolitica, inflazione e industria: le Borse scommettono sulla diplomazia
pubblicato:L'ottimismo sui negoziati con l'Iran sostiene il mercato
Le Borse europee hanno avviato la seduta in territorio positivo grazie al miglioramento del clima geopolitico e alle crescenti speranze di una soluzione negoziata tra Stati Uniti e Iran. Dopo settimane dominate dai timori per una possibile escalation militare e per il rischio di chiusura dello Stretto di Hormuz, gli investitori stanno progressivamente tornando ad assumere rischio.
Il mercato continua infatti a leggere il dossier iraniano soprattutto attraverso il filtro dell'energia e dell'inflazione. Una riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una normalizzazione dei flussi petroliferi ridurrebbero infatti le pressioni sui prezzi dell'energia e, di conseguenza, sui tassi di interesse.
Non a caso il recupero delle Borse europee è stato accompagnato da una parziale stabilizzazione delle quotazioni petrolifere e da un miglioramento del sentiment sui settori più ciclici.
Piazza Affari guarda a spazio, automotive e industria
A Milano l'attenzione si concentra soprattutto sul comparto industriale.
Tra i titoli più osservati figura Avio, dopo le indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore relative a un possibile rafforzamento della cooperazione tra Italia e Giappone nel settore spaziale. Al centro delle discussioni vi sarebbe la possibilità di utilizzare infrastrutture giapponesi per i lanci satellitari e di ampliare la collaborazione sul vettore Vega.
Il tema è particolarmente rilevante in un momento in cui l'Europa cerca di rafforzare la propria autonomia strategica nel settore spaziale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e aumentando la capacità di accesso indipendente allo spazio.
Nel comparto motociclistico l'attenzione resta concentrata su Piaggio. I dati ANCMA hanno mostrato a maggio una crescita dell'8,5% del mercato italiano delle due ruote, sostenuta soprattutto dagli scooter, che registrano un incremento del 14%. Poiché il mercato domestico rappresenta circa il 10% del fatturato del gruppo, l'andamento della domanda italiana continua a essere un indicatore importante per le prospettive dell'azienda.
Più complesso il quadro per Stellantis. Le immatricolazioni francesi evidenziano un calo del 9% su base annua, in netto contrasto con la crescita del mercato locale. In Italia, invece, il gruppo continua a mostrare una dinamica più favorevole grazie anche al contributo di Leapmotor, confermando però una situazione ancora molto eterogenea tra i diversi mercati europei.
Inflazione e BCE restano il vero tema della settimana
Se la geopolitica sostiene il sentiment di breve termine, il tema che continua a dominare le valutazioni degli investitori resta quello dell'inflazione.
I dati preliminari di maggio mostrano infatti un'inflazione dell'Eurozona salita al 3,2%, in linea con le attese ma superiore al 3% registrato ad aprile.
Particolarmente significativa la risalita dell'inflazione core al 2,5% e soprattutto dell'inflazione dei servizi al 3,5%, elementi che suggeriscono come le pressioni sui prezzi non siano più legate esclusivamente all'energia.
Per la BCE si tratta di una situazione delicata. Da un lato la crescita economica europea resta debole, dall'altro il ritorno delle tensioni inflazionistiche rende più difficile ipotizzare una politica monetaria più accomodante nel breve termine.
Gli investitori continueranno quindi a monitorare con attenzione i prossimi dati su occupazione, consumi e credito per capire quanto spazio avrà la banca centrale per eventuali futuri interventi sui tassi.
Europa ancora costruttiva, ma senza margine per errori
Nel complesso il mercato europeo continua a beneficiare della prospettiva di una distensione geopolitica e della tenuta dell'attività economica.
Tuttavia il ritorno dell'inflazione energetica e la persistente debolezza della crescita mantengono elevato il livello di incertezza.
La sensazione è che l'Europa continui a muoversi lungo una linea molto sottile: abbastanza crescita da evitare una recessione, ma non abbastanza da compensare completamente gli effetti dei tassi elevati e delle tensioni geopolitiche.
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