Femminicidio di Federica Torzullo, Claudio Carlomagno "non tentò di bruciare il corpo", parla l'avvocato
pubblicato:Claudio Carlomagno non avrebbe tentato di bruciare il corpo di Federica Torzullo: i nuovi dettagli sul femminicidio dall'avvocato dell'uomo

23 è un numero ricorrente, quando si parla del femminicidio di Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia dal marito Claudio Carlomagno, reo confesso. Dopo il suo arresto e dopo l'autopsia alcune verità inquietanti hanno fatto capolino tra i media: l'uomo avrebbe tentato di bruciare il cadavere di farlo a pezzi dopo aver inferto 23 coltellate.
Ma 23 è "il numero delle lesioni ante-mortem e post-mortem", dove queste ultime rappresentano le più importanti. Lo riferisce Andrea Miroli, l'avvocato di Carlomagno, che precisa che "la condotta" del suo assistito non sarebbe stata "volta a bruciare il corpo" della donna, ma ad eliminare alcune prove.
Claudio Carlomagno tentò di bruciare il corpoi della vittima?
Come anticipato, dall'autopsia condotta sul corpo della donna trovata cadavere ad Anguillara Sabazia il 18 gennaio è emerso che il corpo presentava ustioni sul collo, sul volto, sulle braccia e nella parte superiore del torace, oltre a una gamba amputata.
Secondo l'esame autoptico, quindi, dopo aver ucciso la moglie Claudio Carlomagno avrebbe infierito sul suo corpo tentando di bruciarlo e sezionarlo. Proprio su questo aspetto interviene Andrea Miroli, avvocato del reo confesso.
Un'inviata di Mattino Cinque lo ha raggiunto telefonicamente per avere più chiarezza sulla condotta dell'uomo dopo il femminicidio della moglie.
I nuovi dettagli sul femminicidio di Federica Torzullo
L'avvocato Miroli riferisce all'inviata che "la sua condotta non era volta a bruciare il corpo", bensì a "bruciare esclusivamente i tappetini, gli asciugamani", ovvero "tutto ciò che lui ha utilizzato per pulire il sangue".
Ma l'utilizzo del materiale infiammabile ha fatto sì che "il fuoco si sia esteso al corpo" ed ecco spiegate, secondo Miroli, le ustioni riscontrate sul cadavere della vittima.
L'avvocato nega il coinvolgimento di altre persone
Una volta ottenuta la confessione di Carlomagno, punti oscuri continuano ad aleggiare nel femminicidio di Federica Torzullo.
Tra questi, non si esclude - per il momento - la possibilità che almeno un complice lo abbia aiutato nell'ultima fase del delitto, quella che interessa l'occultamento del cadavere. Anche su questo aspetto il suo avvocato interviene: "Se avesse avuto l'aiuto di altre persone a mio giudizio sarebbe stato molto più accorto".
A dimostrare l'assenza di complici, quindi, sarebbe proprio "la condotta maldestra che lui ha avuto subito dopo la morte di Federica".
Quanto al movente, infine, Miroli sembra escludere la gelosia per la nuova relazione che la vittima viveva da circa una anno. L'avvocato ricorda che la vittima era solita spostarsi per lavoro, quindi Carlomagno potrebbe non essere stato a conoscenza dell'esistenza del nuovo compagno, proprio perché non era strano che la moglie si allontanasse da casa.
Agli inquirenti l'uomo ha riferito di aver ucciso Federica Torzullo per non perdere l'affidamento del figlio di 10 anni. Nella stessa settimana del delitto, ricordiamo, la coppia era attesa dal giudice per la prima udienza della pratica di separazione.
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