Fincantieri in recupero sostenuta da solidi risultati
pubblicato:Buona performance ieri per Fincantieri, capace di mettere a segno un progresso del 2,52% chiudendo a 12,8250 euro. Da ormai molti mesi le oscillazioni del titolo in borsa sono condizionate dagli eventi geopolitici

Buona performance ieri per Fincantieri, capace di mettere a segno un progresso del 2,52% chiudendo a 12,8250 euro. Da ormai molti mesi le oscillazioni del titolo in borsa sono condizionate dagli eventi geopolitici, in un quadro che è diventato particolarmente imprevedibile dopo l'entrata in scena di Donald Trump.
Balzo degli utili nel primo semestre
Gli affari di Fincantieri vanno comunque a gonfie vele, come dimostrato dai conti del primo semestre comunicati a fine luglio. A fronte di ricavi stabili su base annua a 4,58 miliardi di euro, i margini sono cresciuti sensibilmente con EBITDA a 350 milioni (+12,5%), EBITDA margin al 7,6% (da 6,8%). L'utile netto è balzato dai 35 milioni del primo semestre 2025 a 102 milioni, su base adjusted a 113 milioni da 48 milioni.
Migliora anche la situazione finanziaria con indebitamento netto a 756 milioni da 1,311 miliardi a fine 2025 (escludendo l’effetto dell’aumento di capitale comunque in miglioramento a 1,234 miliardi). Carico di lavoro complessivo in crescita del 17,0% a euro 73,9 miliardi (euro 63,2 miliardi a fine 2025), circa 8,0 volte i ricavi del 2025. Il portafoglio ordini sale a 43,0 miliardi, in aumento del 4,7% rispetto al dato di fine 2025. Guidance 2026 confermata
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L'analisi del grafico di Fincantieri
Ieri il titolo ha reagito alla flessione del giorno precedente sui minimi dal 29 luglio riuscendo quindi a scongiurare, almeno per il momento, un test del supporto a 12,2650.
Il quadro di breve termine vede quindi il titolo ancora ben posizionato per alimentare il recupero dal minimo da aprile 2025 toccato a fine giugno a 9,6180. Indicazioni confortanti in tal senso sono attese a seguito del superamento confermato in chiusura di seduta del top di fine luglio a 13,9350, operazione che se seguita dalla vittoria sui 14,2950 toccati circa quattro mesi fa spalancherebbe le porte a estensioni consistenti verso 16,80 e 20,44, massimo di gennaio. Sopra questo ultimo ostacolo le quotazioni potrebbero chiaramente ambire al ritorno sul record di ottobre 2025 a 27,38.
L'eventuale violazione di 12,2650 preannuncerebbe invece un approfondimento verso i 11,40 (minimo del 14/7) e 11,1150 (gap rialzista lasciato il 6/7) supporti determinanti per evitare l'inversione di tendenza e il ritorno sui 9,6180.