Brasile, che farà la borsa con la rielezione di Lula?

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Lula vince il ballottaggio e torna a guidare il Brasile. La borsa non sembra avere paura del ritorno alla guida del paese di un presidente di sinistra, ma il momento resta delicato.

Brasile, che farà la borsa con la rielezione di Lula?

Lula vince il ballottaggio e torna a guidare il Brasile. La borsa non sembra avere paura del ritorno alla guida del paese di un presidente di sinistra, ma il momento resta delicato.

Lula vince il ballottaggio

Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto il ballottaggio che lo vedeva contrapposto all'attuale capo dello Stato Jair Bolsonaro, ed é stato eletto presidente del Brasile per la terza volta (aveva già governato tra il 2003 e il 2010).

Bolsonaro è il primo presidente che ha fallito il tentativo di una rielezione da quando la Costituzione, 25 anni fa, ha introdotto questa possibilità.

Lula ha ottenuto il 50,83% dei voti contro il 49,17% di Bolsonaro. La differenza tra i due e di soli 1 milione e 920 mila voti su di un totale di 117 milioni e passa di voti (dati a scrutinio quasi completato).

Il Brasile è spaccato a metà

La nazione è evidentemente spaccata a metà, una situazione che potrebbe non giovare al mercato azionario. Bolsonaro potrebbe non accettare infatti pacificamente la sconfitta. Nel 2018 Bolsonaro vinse con il 55% dei voti.

Per adesso il presidente uscente Bolsonaro non ha commentato i risultati pubblicati dal Tribunale superiore elettorale e non ha riconosciuto la vittoria di Luiz Inacio Lula da Silva.

Lula si è detto preoccupato per il fatto che il presidente uscente non abbia ancora riconosciuto la sconfitta. "Sono per metà felice e per metà preoccupato: ho bisogno di sapere se il presidente che abbiamo sconfitto consentirà la transizione. In qualsiasi parte del mondo il presidente sconfitto avrebbe telefonato" per riconoscere la sconfitta.

Il Bovespa per adesso si rafforza

La borsa brasiliana tuttavia per il momento non si lascia intimidire troppo dal rischio di contestazioni del risultato elettorale e sale: l'indice Bovespa guadagna lo 0,95% a 115629 punti circa.

Bene anche il LYXOR MSCI BRAZIL UCITS ETF A che sale del 3,74% a 20,05 euro (la valuta denominazione è infatti l'euro).

Attualmente sono cinque i Paesi latino americani con governo di sinistra: la Colombia, il Messico, l'Argentina, il Cile e adesso anche il Brasile, diventeranno quindi più facili accordi commerciali, economici, di difesa.

Lula è debole in parlamento

C'è da dire poi che se da un lato forse i mercati finanziari avrebbero preferito che la guida del paese fosse rimasta a Bolsonaro (il più votato tra le fasce ricche della popolazione), dall'altro Lula non è più percepito come un pericoloso "sinistrorso", anche perchè governare a approvare riforme troppo dirompenti sarà difficile.

Al Senato e alla Camera i "lulisti" non hanno la maggioranza e dovranno quindi contrattare volta per volta con le altre formazioni per ottenerne il voto. Dei 513 deputati il Partito Liberale di Bolsonaro ha la maggioranza con 99 seggi, il Partito Progressista 47.

La Federazione Brasile della Speranza, legata a Lula, ha 80 deputati. Il Partito Socialista Brasiliano, del vicepresidente Geraldo Alckmin e altre formazioni di sinistra, hanno 108 seggi.

Nel Senato, invece, Bolsonaro ha 13 seggi e Lula da Silva 9 su 81 senatori.

Per il Bovespa la resistenza è in area 126000

Il Bovespa dovrà superare la resistenza di area 126000, massimo di aprile già testato senza successo il 21 ottobre, per potere confermare l'intonazione positiva vista dai minimi di luglio a 95267 punti. Oltre quei livelli probabile il ritorno sui massimi di giugno 2021 a 131190.

Senza la rottura di area 126000 il rischio di assistere ad una fase di ripiegamento, anche estesa, rimarrebbe elevato.

Meglio quindi non anticipare l'avvio di strategie rialziste prima di avere assistito alla rottura della resistenza. Sotto area 110000 l'indice potrebbe andare incontro a discese nuovamente verso i 95000 punti.

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ETF LYXOR MSCI BRAZIL, che fare, comprare?

La situazione è simile anche per il LYXOR MSCI BRAZIL UCITS ETF A (LU1900066207), quotato in euro. Il 24 ottobre i prezzi hanno tentato la rottura del massimo del 5 aprile a 21,245 ma sono stati sonoramente respinti dalla resistenza, quindi anche in questo caso l'invio di un segnale di forza non si è concretizzato.

La brusca discesa si è fermata per il momento in area 19 euro, sulla linea che sale dai minimi di luglio. Fino a che questo supporto tiene è possibile in tempi brevi un nuovo tentativo di superamento dei 21 euro.

Oltre quei livelli la situazione si sbloccherebbe in favore del rialzo, target in quel caso in area 23, resistenza critica anche in ottica di lungo termine.

Sopra i 23 euro spazio di crescita fino in area 26 euro.

Sotto i 19 euro l'Etf rischierebbe invece di precipitare in area 15,50, base del canale crescente che contiene le oscillazioni dei prezzi dai minimi di inizio 2020.

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Il Real brasiliano è forte contro euro

Una nota infine per quello che riguarda il cambio: oggi il Real si apprezza contro euro, il grafico scende a 5,1903 Real per un euro, una variazione dell'1,65% circa rispetto alla scorsa settimana.

Se le quotazioni dovessero scendere sotto area 5 potrebbe realizzarsi una ulteriore fase di calo grafico (apprezzamento del Real) importante, con obiettivo in area 4,40 circa.

Solo sopra area 5,65 la moneta brasiliana dimostrerebbe di trovarsi in forte difficoltà e potrebbe in quel caso risalire oltre quota 6 in tempi brevi.

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