Naspi, il calendario di riferimento di giugno 2026
pubblicato:Ecco le date da tenere a mente per indennità di disoccupazione e DIS-COLL

Anche se le lavorazioni ai nuovi assegni Naspi sono cominciate ufficialmente con il primo di giugno, questo mese i pagamenti ordinari hanno come date orientative quelle tra il 9 e il 15 giugno 2026. L’indennità di disoccupazione che beneficia circa 1,2 milioni di italiani non ha usualmente delle date esatte di accredito.
Può variare anche in base ai carichi di lavoro della singola provincia e perciò i cittadini che ne usufruiscono potrebbero anche ricevere i versamenti nei giorni immediatamente precedenti o successivi alle date indicate, che vanno dunque lette come orientative.
La cosa migliore da fare è controllare periodicamente il fascicolo previdenziale del cittadino per ottenerne eventuali novità.
Le date tra il 9 e il 15 giugno riguardano inoltre i trattamenti consolidati: per coloro che hanno inoltrato la domanda di indennità di disoccupazione nelle settimane precedenti, con la pratica accolta a maggio, il pagamento slitta al periodo (orientativo) tra il 15 e il 25 giugno del 2026. Questo secondo lasso di tempo vale quindi per le nuove domande e per le prime rate.
Come sempre il calendario dei pagamenti della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione, è allineato con quello del “DIS-COLL” la misura di sostegno per le cessazioni involontarie dal lavoro dedicata esclusivamente alla Gestione Separata dell’INPS di coloro che non sono pensionati o partite IVA (CO.CO.CO., assegnisti di ricerca e dottorandi di ricerca).
Naspi, come funziona il beneficio
Da ricordare invece che la Naspi è rivolta ai dipendenti subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione, compresi apprendisti, soci di cooperative, personale artistico, dipendenti a tempo determinato della pubblica amministrazione e, dal 2022, operai agricoli a tempo indeterminato.
L’assegno mensile della Naspi spetta dall'ottavo giorno di cessazione del rapporto di lavoro, se entro quella data viene presentata la domanda, altrimenti dall’ottavo giorno dal termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, sempre che entro l’ottavo giorno venga presentata la domanda. Se la domanda viene presentata dopo l’ottavo giorno, slitta anche la data di spettanza.
La Naspi spetta inoltre dal 38esimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda viene presentata entro quella data; dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se questa supera il 38esimo giorno dal licenziamento per giusta causa.
L’assegno della Naspi copre il 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni di lavoro, se questa era inferiore a un importo di riferimento aggiornato periodicamente (€ 1.352,18 nel 2023), altrimenti si ottiene sommando al 75% dell’importo di riferimento il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo.
C’è comunque un tetto massimo aggiornato periodicamente (nel 2023 era pari a € 1.470,99) e l’ammontare dell’assegno si riduce del 3% ogni mese dal sesto mese in poi (dall’ottavo se il beneficiario aveva già compiuto i 55 anni alla presentazione della domanda).
La Naspi viene sospesa in caso di rioccupazione con contratto subordinato fino a sei mesi o con una nuova occupazione in Europa o in un Paese con cui l’Italia abbia siglato specifiche convenzioni bilaterali o in Paesi extracomunitari.
La Naspi decade quando il lavoratore perde lo stato di disoccupazione e in altri casi affini (lavoro subordinato di più di sei mesi, indeterminato o avvio di attività autonoma o parasubordinata senza comunicazione dei redditi all’INPS entro i termini, mancata comunicazione entro i termini di contratti part-time).
Il raggiungimento dei requisiti di pensionamento per vecchiaia o anticipato fa decadere il diritto alla Naspi che è incompatibile con l’assegno ordinario di invalidità.
La Naspi decade anche nei casi in cui il beneficiario non partecipi, senza giustificato motivo, alle iniziative di orientamento dei centri dell’impiego.