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Nexi in forte ribasso dopo l'uscita di Intesa

di Giovanni Digiacomopubblicato:
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L’uscita della banca dal capitale scatena le vendite, l’accelerated bookbuilding allarma il mercato

Frenata in Borsa di Nexi dopo la vendita di Intesa Sanpaolo. Stamattina la banca guidata da Carlo Messina ha annunciato la cessione del 5,1% della società dei pagamenti tramite un’operazione di accelerated bookbuilding.

Si tratta di circa 67 milioni di azioni, valutate 8,7 euro ciascuna per un importo complessivo dell’operazione di 584 milioni di euro.

Nexi, la vendita deprime i corsi

L’azione aveva chiuso ieri le contrattazioni a 9,76 euro e il titolo oggi ha accusato subito il colpo, infatti segna un calo del 10,37% a 8,74 euro dopo un affondo a 8,582 euro, persino al di sotto dei prezzi della vendita di Intesa.

Importanti i volumi di vendita con oltre 16,6 milioni di pezzi passati di mano contro i 3,3 milioni della media mensile, praticamente volumi quintuplicati quindi.

D’altronde con un accelerated bookbuilding c’è poco da fare, i corsi accusano il colpo e chi ha il titolo non ha molte scelte. I joint bookrunner dell’operazione sono stati la Imi-CIB di Intesa, Bank of America e JP Morgan.

Eppure il consensus degli analisti aggiornato dalla stessa Nexi al 27 ottobre ammonta a 12,30 euro, quindi la vendita di oggi è su prezzi che decisamente inferiori alle valutazioni degli osservatori. Insomma la fretta di Intesa non ha di certo tranquillizzato gli investitori.

Il titolo di Nexi è lontanissimo dai massimi del luglio 2021 a 19,4 euro e da inizio anno ha perso più del 30% del proprio valore di Borsa, complice un’intonazione dei mercati non certo incoraggiante.

L’azione di Nexi aveva però, con i massimi dell’11 novembre a 10,045 euro, accumulato un recupero del 40,5% dai minimi di metà giugno 2022 e questo forse ha aperto una finestra di uscita per Intesa, che probabilmente da tempo meditava di liquidare questa partecipazione non strategica.

Nexi, il calo non stravolge la proprietà

La cessione non stravolge infatti l’assetto proprietario della società. Nexi è controllata al 56,% dal patto parasociale tra CDP (CDPE, CDPEI e PSIA controllano il 17,2%), da Mercury UK Holdco, AB Europe e Eagle (AIBC) & CY SCA (fondi controllati in definitiva dai fondi Advent e Bain per quote rispettive di Nexi pari al 9,3%, al 4% e al 6,1%), da Evergood H&F Lux Sarl (che fa riferimento a Hellman & Friedman). Il nuovo assetto è la conseguenza della fusione tra Nexi e SIA e ha portato anche, tramite il patto, a una regolamentazione della governance del gruppo guidato dal CEO Paolo Bertoluzzo.

Le quote di minoranza in mano a Intesa Sanpaolo non avevano dunque un valor strategico e, dopo il recente recupero della società dei pagamenti in Borsa, evidentemente Intesa ha preferito liquidare la posizione. Di sicuro il segnale per il settore e gli azionisti di Nexi non è incoraggiante, i piccoli investitori però in questo caso potevano fare poco o niente.

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