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Piazza Affari, chiusura negativa dopo un buon avvio: vendite sui bancari

di Simone Ferradinipubblicato:

Mercati azionari europei negativi. Wall Street in rosso: dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 -1,0%, NASDAQ Composite -0,7%, Dow Jones Industrial -1,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,64% (performance settimanale -6,55%), il FTSE Italia All-Share a -1,61%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,86%, il FTSE Italia STAR a -1,36%.

Euro in ulteriore recupero dal minimo dal 6 gennaio contro dollaro toccato mercoledì pomeriggio a 1,0517. EUR/USD al momento quota 1,0665 circa. BTP in miglioramento ma sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 4,05% (chiusura precedente a 4,09%), lo spread sul Bund 193 bp (189) (dati MTS).

Piazza Affari, chiusura negativa dopo un buon avvio: vendite sui bancari

Tabella dei Contenuti

I principali dati macroeconomici pubblicati in giornata

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA l'Università del Michigan ha comunicato che la rilevazione preliminare dell'indice di fiducia dei consumatori nel mese di marzo si è attestato a 63,4 punti, in netto calo dai 67,0 di febbraio e ben al di sotto dei 66,9 del consensus.

La Federal Reserve ha comunicato che a febbraio la produzione industriale negli USA ha segnato un calo dello 0,25% annuo, contro il precedente incremento dello 0,49% (1,15% il rialzo di dicembre).

Il Conference Board ha comunicato che l'indice anticipatore USA a febbraio ha fatto segnare una variazione pari a -0,3% m/m dopo il -0,3% di gennaio e il -0,3% del consensus.

Eurostat ha comunicato che a febbraio nell'eurozona il tasso d'inflazione è sceso a +8,5% a/a dal +8,6% di gennaio (+9,2% in dicembre), in linea con la lettura preliminare diffusa a inizio mese. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,8% contro il precedente rialzo dello 0,2% (0,4% in dicembre), anche in questo caso in linea con il dato flash. L'inflazione core si è invece attestata a +5,6% annuo (+5,3% in gennaio).

L'Istat ha comunicato che a gennaio la bilancia commerciale italiana è scivolata in deficit per 4,19 miliardi di euro, contro il surplus di 1,36 miliardi della lettura finale di dicembre (1,42 miliardi in novembre). Il dato si confronta con il disavanzo di 6,52 miliardi del gennaio 2022 e con quello di 183 milioni del consensus.

Nuove turbolenze sui mercati finanziari

Mercati azionari europei in ripiegamento dopo un avvio che sembrava preludere a un'estensione del recupero visto nel pomeriggio della seduta precedente in scia alla decisione della BCE di incrementare i tassi ufficiali dello 0,50% come annunciato la scorsa settimana dalla presidente Lagarde.

Le ultime turbolenze sulle banche avevano spinto non pochi a ipotizzare un incremento più contenuto, proprio per evitare un inasprimento eccessivo delle condizioni di accesso al credito da parte degli istituti. Confermare il +0,50% ha invece rassicurato i mercati con il messaggio implicito sulla solidità del sistema bancario eurozona.

L'effetto positivo è però svanito in fretta lasciando nuovamente campo libero alle turbolenze, rinvigorite dal crollo della banca regionale americana First Republic Bank, salvata da un finanziamento d'emergenza da 30 miliardi di dollari fornito da un consorzio di 11 banche.

Indice FTSE Italia Banche a -2,91%

A Milano l'indice FTSE Italia Banche ha terminato a -2,91% dopo aver sfiorato in avvio di seduta il +2,5%. Sotto pressione Finecobank -4,06%, BPER Banca -2,78%, Unicredit -3,59%, Banca MPS -%, Mediobanca -1,51%, Intesa Sanpaolo -2,45%.

Telecom sui minimi da inizio febbraio

Telecom Italia -4,07% accelera al ribasso sottoperformando in modo netto l'indice EURO STOXX Telecommunications -1,2%. Il titolo del gruppo telefonico tocca i minimi da inizio febbraio probabilmente penalizzato dalle dichiarazioni dell'a.d. di Iliad Italia Benedetto Levi a La Stampa.

Il manager ha affermato, tra le altre cose, che l'operatore francese nei prossimi mesi lancerà un'offerta dedicata alle imprese: Telecom dovrà quindi affrontare un nuovo concorrente in un segmento in cui peraltro è riuscito a resistere meglio agli attacchi rispetto a quanto abbia fatto nel segmento consumer.

Tra i petroliferi prevalgono i segni positivi

Tengono botta i petroliferi: il greggio tocca a metà pomeriggio nuovi minimi da novembre-dicembre 2021 ma poi rimbalza. Il future maggio sul Brent segna 72,70 $/barile (minimo a 71,44), il future aprile sul WTI segna 66,45 $/barile (minimo a 65,27). Tenaris -1,82%, Saipem +1,69%, Saras +3,67%, d'Amico International Shipping +1,99%. In parità Eni +0,00%: ieri il cda ha approvato il bilancio 2022 e proposto il lancio di un buyback da 2,2 miliardi di euro incrementabile fino a 3,5 miliardi (10% del capitale della società).

Enel limita i danni grazie a risultati 2022 sopra il consensus

Enel -0,17% limita i danni dopo una buona prima parte di seduta all'indomani della comunicazione dei conti definitivi dell'esercizio 2022. Il risultato netto ordinario del scende a 5,391 miliardi di euro, -3,6% rispetto ai 5,593 milioni del 2021 ma meglio della guidance pari a 5,0-5,3 miliardi e del consensus pari a 5,17 miliardi. L'indebitamento finanziario netto sale a 60,1 miliardi di euro, +16,2% rispetto ai 51,7 miliardi del 2021, in linea con la guidance ma inferiore ai 63,7 del consensus.

Webuild in rally

Gran denaro su Webuild +7,40% che guadagna ulteriore terreno dopo il +12% registrato ieri in scia ai risultati dello scorso esercizio e alla guidance (entrambi superiori alle attese degli analisti). Il titolo sale sui massimi da fine gennaio 2022 grazie anche alla decisione del governo di riavviare, "nei tempi più celeri," la procedura di progettazione esecutiva del ponte sullo Stretto di Messina.

Nuova accelerazione ribassista per El.En., prospettive 2023 molto incerte

Nuova accelerazione ribassista per El.En. (-8,76%) dopo il -5,35% di ieri. Il titolo tocca i minimi dal 10 novembre dopo la pubblicazione di risultati 2022 in linea con le attese e di una guidance 2023 decisamente prudente. I ricavi sono saliti del 18% a 673 milioni di euro, il risultato operativo (EBIT) a 81,0 milioni (+24,9%), il risultato netto a +55,1 milioni, +21,3%. Proposto un dividendo di 0,22 euro per azione (0,20 l'anno scorso).

Per il 2023 il management prevede ricavi superiori a quelli dello scorso esercizio mentre la "conferma del risultato operativo del 2022 costituisce un obiettivo ambizioso per il contesto in cui prevediamo di operare e per il mix di vendite previsto".

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