Piazza Affari in rialzo. STM, Stellantis e cemento in evidenza, Ferrari sui minimi da inizio 2024. FTSE MIB +0,6%
pubblicato:Piazza Affari in rialzo. STM, Stellantis e cemento in evidenza, Ferrari sui minimi da inizio 2024. FTSE MIB +0,6%.
Il FTSE MIB segna +0,6%, il FTSE Italia All-Share +0,6%, il FTSE Italia Mid Cap +0,8%, il FTSE Italia STAR +1,2%.
Mercati azionari europei positivi: EURO STOXX 50 +0,8%; Londra (FTSE 100) +0,3%; Francoforte (DAX) +0,5%; Parigi (CAC 40) +0,7%; Madrid (IBEX 35) +0,7%.
Future su indici azionari americani in recupero: S&P 500 +1,6%; NASDAQ 100 +2,1%; Dow Jones Industrial +1,2%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street nella seduta precedente: S&P 500 -2,71%, NASDAQ Composite -3,56%, Dow Jones Industrial -1,90%.
Mercato azionario giapponese chiuso per festività. Borse cinesi in rosso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen al momento segna -0,5%, l'Hang Seng di Hong Kong -1,7%.
Euro stabile sopra il minimo dal 5 agosto contro dollaro a 1,1542 toccato giovedì scorso. EUR/USD al momento segna 1,1605 circa.
BTP in miglioramento e spread stabile. Il rendimento del decennale segna 3,48% (chiusura precedente a 3,50%), lo spread sul Bund 83 bp (83) (dati MTS).
Stellantis +3,4% a 8,86 euro rimbalza dopo il -7% di venerdì in scia dell'ennesima intemerata di Trump: il funambolico presidente americano ha annunciato dazi addizionali del 100% sulle importazioni dalla Cina a partire dal 1° ottobre in risposta ai controlli sulle esportazioni di terre rare decisi da Pechino. Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione hold ma con prezzo obiettivo aumentato da 7,50 a 8,00 euro. Milano Finanza scrive che Stellantis ha rinviato di un trimestre, al 30 giugno 2026, la presentazione del piano industriale del nuovo ad Antonio Filosa.
Titoli del settore cemento ancora protagonisti dopo l'accordo pace tra Israele e Hamas, lo stop ai combattimenti a Gaza e le prospettiva di ricostruzione nell'area. Bene Buzzi +2,3% e ancor meglio Cementir Holding +1,9% a 16,20 euro su cui Exane BNP Paribas ha avviato la copertura con giudizio outperform e prezzo obiettivo a 18 euro. Le azioni del gruppo bergamasco brillano grazie alla distribuzione geografica della sua capacità produttiva: Cementir produce 1,1 milioni di tonnellate di cemento bianco in Egitto e 5,4 milioni di cemento grigio in Turchia (circa il 40% della sua capacità).
Ancora debole il settore difesa con Avio -2,0% e Fincantieri -3,3%. Leonardo -0,7% limita i danni su indiscrezioni del Il Fatto Quotidiano secondo cui la jv con Rheinmetall ha ricevuto dall'esercito italiano un ordine dal 700 milioni di euro per la fornitura veicoli su ruote blindati da combattimento Lynx.
STMicroelectronics +3,3% tonica con il settore semiconduttori europeo dopo che il governo olandese ha requisito Nexperia, produttore di microchip basato in Olanda e controllato dalla cinese Wingtech Technology, in base a una legge che permette l'adozione di una misura eccezionale nel caso in cui esiste il rischio che la disponibilità di prodotti indispensabili venga meno.
Ferrari -0,8% perde ulteriore terreno dopo il quasi -20% accusato la scorsa settimana e tocca i minimi da inizio 2024. Oggi anche Citigroup e RBC hanno tagliato i rispettivi target dopo analoghe decisioni di Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, HSBC e Banca Akros. Gli analisti dopo stati fortemente delusi dalla guidance 2030 del piano industriale presentato giovedì.
Petroliferi in verde con il greggio che rimbalza dai minimi da maggio toccati venerdì sera: i future dicembre segnano per il Brent 63,70 $/barile (minimo a 62,00), per il WTI 59,35 $/barile (58,25). Eni +0,5% a 15,02 euro (Citigroup alza il target a 14,50 euro), Tenaris +0,6%, Saipem +0,6% a 2,46 euro (Morgan Stanley alza il target a 3,35 euro).
Buona performance per Interpump +3,0%: Fulvio Montipò in un'intervista a L'Economia del Corriere della Sera ha affermato che l'obiettivo è realizzare due acquisizioni entro fine dell'anno e che l'esercizio 2025 potrebbe andare in archivio con un margine operativo lordo superiore agli oltre 460 milioni di euro del consensus.
L'agenda macroeconomica odierna non prevede appuntamenti significativi.