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Risparmio e accumulo: i costi possono fare la differenza

di Enrico Dannapubblicato:

Gli italiani sono, indubbiamente, un popolo di formiche anche se, oggi, risparmiare è sempre più problematico. Il nostro stile di vita è focalizzato sull’accantonare una briciola al giorno in quanto del doman non v’è certezza: meglio, quindi, premunirsi. Risparmiare, investire, accumulare: tutto molto bello. E i costi? Cerchiamo di fare chiarezza.

Risparmio, quanto mi costi?

Quando si investono i propri risparmi, non lo si fa di certo a cuor leggere, visto che sono frutto di fatica, sudore e privazioni. Oltre a cercare la formula migliore, ovvero i prodotti più consoni alle singole esigenze personali, non si deve assolutamente trascurare la valutazione dei costi collegati ai singoli strumenti finanziari scelti.

Quali possono essere i costi da prendere in considerazione? Innanzitutto, qualunque sia il prodotto opzionato, occorre fare attenzione alle commissioni di acquisto (o negoziazione) o ai costi di ingresso. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di una percentuale che va a gravare sull’importo investito.

In seguito, annualmente, si pagherà il cosiddetto costo di deposito (nel caso di titoli che confluiscano su un deposito amministrato in essere presso una banca) o la commissione di gestione (nel caso di fondi e strumenti finanziari simili).

Infine, si devono valutare le commissioni (o costi) nel caso di smobilizzo, ovvero di negoziazione per ciò che concerne i titoli quotati sul mercato o d’uscita (ove previsti) per investimenti che riconducono a fondi comuni o prodotti simili.

Informarsi è un dovere

Capita, non di rado, che si proceda con la sottoscrizione di un piano di accumulo piuttosto che di un qualsiasi strumento finanziario senza preoccuparsi del costo necessario per il mantenimento dell’investimento.

E quindi, mentre si pensa di avere un certo ritorno in termini di rendimento, si rischia, alla fine, di fare i conti con numeri totalmente differenti. Ovviamente, occorre sempre valutare i costi in relazione alla tipologia di investimento scelto e soppesare i due elementi al fine di valutare se il gioco valga la candela.

Se dobbiamo pagare il 3% di caricamento su un prodotto che rende la metà, partiamo già ampiamente col piede sbagliato. Altroché parlare di rendimenti!

Ecco perché è essenziale e doveroso informarsi prima di sottoscrivere qualsiasi tipo di operazione. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Non tutti hanno a disposizione il tempo e gli strumenti necessari probabilmente, ma questi, spesso, diventano alibi. Un piccolo sforzo lo si può richiedere, a se stessi, quando si tratta dei propri soldi. O no?

Mai stancarsi di porre domande, se ci si rivolge a consulenti finanziari. Mai stancarsi di cercare tutte le informazioni possibili se ci si pone come investitori autodidatti.

Investimenti: meglio prevenire che curare

Come si suole dire, è sempre meglio prevenire che curare. Quindi, il tempo che si dedica alla conoscenza, non è mai troppo e, quello che può apparire come uno inutile spreco di tempo, oggi, può rivelarsi fondamentale domani.

Gli imprevisti e gli eventi negativi possono presentarsi in qualsiasi momento; se si cerca di evitarli, per quanto può essere possibile, con comportamenti responsabili verso la propria persona, si è già a metà dell’opera.

Alcuni consigli, dunque, possono rivelarsi utili: per prima cosa, è fondamentale comprendere chi emette, gestisce e colloca il prodotto di nostro interesse, nonché valutare la solvibilità dell’emittente e il rapporto rischio rendimento sulla base delle caratteristiche intrinseche dello strumento finanziari sul quale vorremmo dirottare i nostri risparmi.

Passato il primo step, è bene assicurarsi che non ci siano vincoli particolari o se presenti, che non siano ostativi rispetto alle esigenze personali.

Infine, verificare i costi globali connessi all’operazione, tenendo a mente che è quasi sempre possibile “trattare” con la controparte, che sia una banca, un consulente o chi per esso.

Minori sono i costi, infatti, maggiore è la parte di rendimento che possiamo attenderci dal nostro investimento. Ergo, antenne dritte e occhi sempre bene aperti (e magari una certa dimestichezza con i numeri e la matematica).

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