Unicredit-Commerzbank, ipotesi apertura della Germania

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Il ministro delle Finanze tedesco giustifica l'opposizione tedesca alla scalata della banca guidata da Orcel con il carattere ostile dell'operazione, aprendo quindi le porte a un piano B

Unicredit-Commerzbank, ipotesi apertura della Germania

Mattinata difficile per il settore bancario: l'indice FTSE Italia Banche segna -2,2% mentre l'EURO STOXX Banks cede il 2,1%. Unicredit (-2,2%) si adegua all'andamento del comparto nonostante le indicazioni giunte dalla Germania.

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Klingbeil ribadisce il no a Unicredit ma...

Ieri Lars Klingbeil, ministro delle Finanze del governo Merz, ha rilasciato un'intervista al quotidiano economico Faz in cui ha affrontato tra le altre cose anche il tema delle obbligazioni comuni europee, dopo la proposta del premier francese Macron, ribadendo il no teutonico alla costruzione di un debito europeo.

Ma la parte più interessante dell'intervista riguarda Unicredit e il suo tentativo di scalata a Commerzbank. Klingbeil ha affermato che l'opposizione di Berlino è basata sull'ostilità con cui Unicredit si è mossa. Questa dichiarazione è stata letta da alcuni osservatori in modo costruttivo, ovvero: se gli italiani pensano di arrivare e portarsi via un'altra banca tedesca (dopo HypoVereinsbank HVB nel 2025, ndr) possono scordarselo, ma se l'atteggiamento cambiasse...anche il governo tedesco potrebbe ripensare la propria posizione.

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Le contraddizioni della Germania

Su tutta la vicenda e sull'ostilità ci sarebbe molto da dire, a cominciare dal fatto che il primo 4,5% della partecipazione del 26% di Commerzbank attualmente in mano a Unicredit è stato venduto proprio dal governo tedesco nel settembre 2024, quindi se Berlino non voleva l'ingresso della banca guidata da Andrea Orcel avrebbe dovuto pensarci prima. Inoltre c'è il tema dell'unione bancaria che a parole è condiviso da Berlino, ma nei fatti se poi decidi che quell'operazione non s'ha da fare perché ritenuta ostile...l'unione non ci sarà mai.

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Cosa può fare ora Unicredit

A questo punto la palla passa a Orcel. Unicredit come detto ha il 26% di Commerzbank e l'ok della BCE a salire al 29,9%, soglia oltre la quale scatta l'obbligo di OPA. La banca italiana potrebbe tentare di convincere i tedeschi strutturando l'operazione come se fosse una sorta di integrazione tra pari - al momento però Commerzbank vale un terzo di Unicredit a livello di capitalizzazione di mercato - con una governance capace di garantire la sacra supremazia teutonica.

Difficile trovare la quadra e il rischio è che Unicredit debba abbandonare la partita. Se ciò dovesse accadere la banca italiana si è già premunita con una posizione in derivati che le consente di vendere le azioni Commerzbank realizzando oltretutto una plusvalenza minima di 200 milioni di euro.

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