Momento della verità per Eni, Intesa e Unicredit
pubblicato:Le borse sono in trepidante attesa per le decisioni della Fed sui tassi di interesse, tuttavia alcuni titoli del Ftse Mib si sono portati su resistenze chiave.

La Fed oggi decide sui tassi, mercati in stand by
Le borse sono in trepidante attesa per le decisioni della Fed sui tassi di interesse. Il comunicato è atteso per le 19 ora italiana. Le aspettative sono per quasi il 90% in favore di un rialzo di 75 punti base ma c'è anche uno spazio marginale, il 10% circa, per un intervento limitato a 50 punti base.
Se questa seconda eventualità dovesse concretizzarsi i mercati azionari con molta probabilità festeggerebbero (secondo JPMorgan con un rialzo del 10% in tempi brevi).
Il dato sulla crescita degli occupati del settore privato di settembre, che ha mostrato un aumento di 239mila unità, superiore alle attese (185mila) e al periodo precedente (192mila), potrebbe tuttavia incoraggiare la Fed ad essere ancora una volta un "falco" e ad alzare di 75 punti base: fino a che il mercato del lavoro tiene non ci sono troppi motivi per preoccuparsi della tenuta dell'economia.
In questo clima di attesa tuttavia alcuni titoli del Ftse Mib si sono portati su resistenze chiave, pronti a lanciarsi oltre l'ostacolo se il sentiment positivo dimostrato dall'azionario nelle ultime sedute non verrà scalfito dalle decisioni della Fed.
Eni, prosegue il buy back
Il primo di questi titoli è Eni, al momento in rialzo dell'1,22% a 13,63 euro circa (massimo di seduta a 13,706) a fronte di un Ftse Mib sostanzialmente piatto (+0,11% a 22820).
Prosegue il buy back: nel periodo tra il 24 e il 28 ottobre Eni ha acquistato 12.439.005 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 12,6142 euro per azione, per un controvalore complessivo di 156.908.552,98 euro. Dall'inizio del programma sono state acquistate 154.111.342 azioni proprie, l'equivalente del 4,32% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di 1.819.510.311 euro. Attualmente Eni detiene il 5,2% del capitale sociale.
Eni, solo sopra 13,70 nuovi segnali di forza
Con il rialzo odierno i prezzi si sono portati sul 78,6% di ritracciamento del ribasso dal top di giugno. Questa percentuale ricavata dalla successione di Fibonacci è l'ultimo ostacolo che il titolo dovrà affrontare per tentare di riportarsi in area 14,50. Una chiusura di seduta al di sopra di area 13,70 aprirebbe la strada a movimenti in quella direzione.
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Attenzione invece a discese sotto i 13,35 euro che potrebbero comportare il ritorno sul supporto critico a 12,50, area di massimi ad agosto. Alla violazione di quei livelli si allontanerebbe in modo consistente la possibilità di estensione del rialzo: fino a quel momento il picco di agosto può essere considerato il massimo di un'onda 1 di una sequenza impulsiva rialzista partita a luglio, con la sua violazione invece il rialzo dal minimo di luglio assumerebbe caratteristiche correttive, quindi temporanee, non sarebbe più da contare in 5 onde ma in 3 onde e potrebbe essere terminato con il massimo di area 13,70.
Intesa, la resistenza è a 1,97 euro
Intesa Sanpaolo si muove sulla parità, al momento cede lo 0,06% a 1,944 euro. Nella seduta i prezzi hanno oscillato tra 1,9304 e 1,9610. I massimi di martedì di area 1,97 sono coincidenti con il lato alto del canale moderatamente crescente disegnato dai minimi di luglio. La base del canale è la linea che unisce i minimi di luglio e di settembre, la parallela, che forma il lato superiore, è fatta partire dal massimo di settembre.
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La rottura di area 1,97 permetterebbe di considerare il canale una base dalla quale fare partire un rialzo, potenzialmente anche esteso: proiettando l'ampiezza del canale verso l'alto dal punto di rottura si ottiene un obiettivo in area 2,30 euro.
Senza il superamento di area 1,97 ed in caso di violazione di 1,87 rischio invece di test della parte inferiore del canale, attualmente passante a 1,66 euro. Attenzione, il canale potrebbe anche dimostrarsi un "flag", figura di continuazione della tendenza ribassista precedente. Alla violazione di 1,66 si potrebbero verificare cali verso gli 1,35 euro.
Unicredit piace ai broker
Più convincente invece il rialzo di Unicredit, che sale dell'1,58% a 12,846 euro, poco sotto i massimi di martedì a 12,97 circa. Il titolo è sostenuto dai giudizi dei broker. Oggi Intesa Sanpaolo ha confermato il rating "buy" sul titolo con tp a 16,4 euro. Unicredit ha pubblicato risultati superiori alle attese grazie ad un miglior trading income e al costo del rischio molto basso. Ieri Deutsche Bank aveva confermato il giudizio "buy" e portato il target price a 15,4 euro da 13,9.
Unicredit a confronto con un ritracciamento chiave
A 12,85 euro si colloca il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio. La rottura di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci dovrebbe permettere il proseguimento del rialzo verso i 14 euro almeno, ultima resistenza prima del ritorno sui massimi dell'anno in area 16.
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Senza la rottura, confermata in chiusura di seduta, di 12,85/90, il rialzo intrapreso dai minimi di luglio potrebbe dimostrarsi ancora solo una pausa correttiva della tendenza ribassista precedente. Sotto i 12 euro rischio di cali verso la media mobile esponenziale a 100 giorni passante in area 10,58 euro. Supporto successivo a 9,70 euro.