BTP, il Tesoro pubblica le indicazioni sul secondo trimestre 2026

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Le emissioni di titoli di Stato previste, il debito da rifinanziare, l'andamento dell'economia e i timori sul nuovo shock iraniano. Ecco il quadro

BTP, il Tesoro pubblica le indicazioni sul secondo trimestre 2026

Il Dipartimento del Tesoro ha emesso il nuovo programma di emissioni relativo al secondo trimestre 202.

Ha quindi aggiornato il mercato sui titoli di Stato che intende collocare nei tre mesi e sulle esigenze di finanza pubblica che guidano il suo programma di breve termine.

Dopo il successo del BTP Valore che ha raccolto più di 16 miliardi di euro e registrato un rialzo dei rendimenti, sono informazioni utili per i risparmiatori alla ricerca di investimenti sicuri in questa fase quantomeno turbolenta dei mercati.
Anche se – va precisato – in questo mese di marzo agitato dal conflitto in Iran neanche i titoli di Stato hanno offerto un rifugio immediato agli investitori in fuga dall’azionario.

BTP, i titoli in collocamento nel secondo trimestre

Ecco intanto le nuove scadenze. Nel periodo aprile-giugno 2026 il Tesoro collocherà:

Titolo

Scadenza

Ammontare Minimo (Mld €)

BTP 3 anni

15/09/2029

9

BTP 5 anni

01/06/2031

10

BTP 7 anni

15/06/2033

10

BTP 10 anni

01/07/2036

10

A questi titoli si aggiungerà l’offerta di altre tranche di questi titoli in corso di emissione:

Titolo

Data di Godimento

Data di Scadenza

Cedola

BTP

29/01/2026

28/02/2028

2,20%

BTP

15/01/2026

15/03/2029

2,40%

BTP

15/01/2026

15/03/2033

3,15%

BTP

03/11/2025

01/02/2036

3,45%

Soltanto per le nuove emissioni significa quindi il collocamento di 39 miliardi di euro di debito pubblico, ma il Tesoro, oltre alle ulteriori tranche di cui sopra, si riserva la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli nominali in corso di emissione con scadenza superiore ai 10 anni, CCTeu e indicizzati all’inflazione anche al fine di tenere conto di eventuali dislocazioni sul mercato secondario di detti titoli.

Nei primi due mesi dell’anno il Tesoro ha collocato titoli a medio e lungo termine per 67,5 milioni di euro, cui vanno aggiunte emissioni per 37 miliardi di euro (tenuto conto anche delle disponibilità di cassa attuali) effettuate o annunciate per marzo.

Per il periodo che va dal 1° aprile al 31 dicembre 2026 il Tesoro stima emissioni di medio e lungo termine per 245-260 miliardi di euro. Si tratta di titoli che devono coprire il fabbisogno dello Stato e soprattutto rifinanziare il debito in scadenza senza il quale si stimano emissioni nette tra aprile e dicembre per 65-80 miliardi di euro.

A fine febbraio la vita media del debito pubblico italiano era di 6,97 anni.

Italia, un'economia resiliente alle prese con la nuova crisi energetica

L’economia italiana si è mostrata solida negli ultimi anni e in consolidamento. Nel quarto trimestre 2025 il Pil è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente (dallo 0,2%) e dello 0,8% sul quarto trimestre 2025 (dallo 0,6%).

Un’accelerazione accompagnata da una disoccupazione su minimi storici a gennaio (5,1%), sotto la media europea (6,1%), ma ancora elevata per la popolazione giovane (18,9%). Il tutto nel contesto di un’inflazione in crescita all’1,6% ma sotto la media UE (1,9%).

Un quadro roseo e in linea con le previsioni del Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre: Pil 2026 atteso a un +0,7% con rapporto debito/Pil a crescere al 137,4% ancora nel 2026 prima di avviare la discesa.
Un quadro robusto, nonostante il terremoto dei dazi nel 2025.

Ma su questo scenario irrompe la nuova crisi iraniana con il balzo delle quotazioni del petrolio greggio che “introduce significativi elementi di incertezza, con possibili ripercussioni sia sull’inflazione sia sulla crescita nel breve periodo”.

L’impatto dipenderà dall’estensione e dalla durata ancora incerte della crisi, ma gli shock più recenti saranno incorporati nelle prossime stime di aprile del Documento di Finanza Pubblica (DFP).

Sul mercato si è già vista un’impennata dei rendimenti chiesti al debito pubblico: sul BTP decennale si passa dal 3,26% di fine febbraio al 3,95% di queste ore, circa 70 punti base in meno di un mese, con punte oltre il 4,1% che non si vedevano dall’estate 2024.

Lo spread è risalito sopra i 90 punti sui livelli dello scorso autunno e il rendimento del Bund tedesco è tornato sopra il 3%, mentre la Bce ha cambiato rapidamente postura e il suo staff macroeconomico ha ridotto le stime sulla crescita e alzato quelle sull’inflazione (e forse ci è andato pure leggero).

All’Eurotower si discuteva sostanzialmente se abbassare ancora i tassi, ora si valutano eventuali rialzi.
“Se lo shock desse una forte spinta al rialzo oltre i nostri target, anche se non persistente, degli aggiustamenti della policy sarebbero garantiti”, ha detto Christine Lagarde.

Qualche giorno fa, a crisi iraniana già cominciata, il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti aveva però messo in guardia: “Sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria".
Come a dire che l’esplosione dei costi dell’energia distrugge sì il potere di acquisto delle famiglie, alternando la competitività delle imprese, ma non sacrifichiamo subito la già debole crescita europea (e italiana).

Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca, si potrebbe dire. Piuttosto l’Europa valuti misure straordinarie per stoppare i rincari energetici, come dopo l’attacco russo all’Ucraina.

Le vulnerabilità dell’Italia ci sono già tutte, Gianni Piazzoli, CIO di Vontobel WM Sim, ricorda la dipendenza dall’import di petrolio e gas e i 2.600 miliardi di euro di stock di debito pubblico in mani estere.

Venerdì sera Moody’s aggiornerà il rating sul debito pubblico italiano. A novembre ci aveva promosso a Baa2 con outlook stabile, lodando gli avanzi primari e il consolidamento della nostra economia, questa volta probabilmente dovrà valutare anche i nuovi rischi.