Brunello Cucinelli cresce ancora, ma il mercato chiede conferme
pubblicato:Conti solidi e guidance 2026 al +10% sostengono la narrativa di crescita sostenibile per Cucinelli

Brunello Cucinelli si conferma un titolo “quality growth”
Brunello Cucinelli archivia il 2025 confermando ancora una volta la propria natura di titolo “quality growth”: utile netto a 142 milioni di euro, in crescita del 10,5%, ricavi oltre 1,4 miliardi (+11,5% a cambi costanti) e marginalità operativa in miglioramento al 16,8%.
Numeri coerenti con la storia del gruppo, che continua a crescere mantenendo stabile la redditività, elemento tutt’altro che scontato nel settore del lusso in una fase di domanda globale più selettiva.
La società guarda ora al 2026 con un obiettivo di incremento dei ricavi intorno al 10% a cambi costanti, sostenuto dall’ottimo avvio delle vendite retail e da un portafoglio ordini solido per la collezione Autunno-Inverno.
A supporto anche la normalizzazione degli investimenti dopo il completamento anticipato del piano produttivo Made in Italy, fattore che dovrebbe favorire un progressivo miglioramento della posizione finanziaria.
Il consiglio di amministrazione proporrà inoltre un dividendo di 1,04 euro per azione (payout 50%), mentre l’impatto della ristrutturazione Saks — già coperto con accantonamento — non avrà effetti sul 2026.
In sostanza, fondamentali solidi e crescita ordinata: esattamente il tipo di narrativa che storicamente sostiene le valutazioni premium del titolo.
Analisi tecnica
Il grafico però racconta una storia leggermente diversa nel breve periodo. Dopo una lunga fase discendente, il titolo sta tentando una ricostruzione dal minimo in area 77,60, supporto che ha funzionato in modo molto preciso.
Da quel livello è partito un rimbalzo ordinato che ha riportato i prezzi sopra 82 euro, zona spartiacque della struttura recente.
La prima resistenza significativa si colloca a 87,50 euro: qui passa il primo vero test della forza dei compratori. Solo il superamento stabile aprirebbe spazio verso 94 euro, dove transita un livello tecnico più importante e coerente con i precedenti supporti violati.
Più in alto resta dominante la trend line discendente di medio periodo, oggi in area 98-99 euro, che rappresenta il vero livello di inversione: oltre quella il trend ribassista verrebbe neutralizzato.
Al contrario, un ritorno sotto 82 euro indebolirebbe il recupero e riporterebbe il rischio di test del supporto principale a 77,60, base dell’intera struttura. Solo sotto quest’ultimo livello tornerebbe uno scenario negativo di medio periodo.
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Sintesi
I fondamentali restano solidi e coerenti con una crescita strutturale del gruppo, ma il grafico suggerisce una fase ancora di ricostruzione.
Il mercato sembra voler accumulare gradualmente: servono rotture sopra 87,50 prima e 94 poi per trasformare il recupero in un vero trend rialzista, mentre finché i prezzi restano sotto la trend line discendente il movimento rimane un rimbalzo dentro una struttura ancora fragile.
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