Francesco Dolci contro la madre di Pamela Genini: "La mettevo in guardia sui brutti giri della figlia"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

L'indagato per vilipendio di cadavere continua ad attaccare la Una Smirnova e le persone che hanno testimoniato contro di lui: "Sanno tutto ma hanno paura"

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La battaglia verbale tra Francesco Dolci e Una Smirnova continua. Intervenuto in collegamento con lo studio de La Vita in Diretta mercoledì 29 luglio, l'imprenditore indagato per vilipendio di cadavere nell'inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini ha riferito che la madre della 29enne sarebbe stata spesso messa in guardia da egli stesso dalle frequentazioni della figlia. Il 43enne, ricordiamo, non fa che ripetere sul piccolo schermo che la vittima sarebbe stata coinvolta in un giro di affari sporchi che coinvolgevano presunti "imprenditori del crimine".

La nuova invettiva contro la madre di Pamela Genini

Come anticipato, nella nuova puntata de La Vita in Diretta andata in onda mercoledì 29 luglio Francesco Dolci ha lanciato una nuova invettiva contro Una Smirnova, madre di Pamela Genini, che sin dall'inizio dell'inchiesta sulla profanazione della tomba della figlia sostiene che l'impresario di Sant'Omobono Terme (Bergamo) abbia avuto un ruolo in quello scempio.

"L'avevo messa in guardia sui brutti giri che c'erano", e "non erano fantasie che mi facevo io", precisa Dolci, che si dice convinto che le sue dichiarazioni siano supportate da "dati oggettivi".

Francesco Dolci attacca chi ha testimoniato contro di lui

Nel corso del suo intervento, l'indagato si è scagliato anche contro le persone che hanno testimoniato a suo sfavore. "Sono anche andate in televisione a dire cose false contro di me", ma che in realtà "sanno la verità", ad esempio "dei viaggi a Bratislava" di Pamela Genini.

Queste persone "negano perché probabilmente hanno paura o perché hanno troppe cose da nascondere", sostiene Dolci.

La versione dell'indagato sulla profanazione della tomba

Secondo Francesco Dolci, l'autore - o gli autori - della profanazione della tomba di Pamela Genini avrebbe - o avrebbero - gli stessi nomi della presunta organizzazione criminale che avrebbe armato la mano di Gianluca Soncin, condannato per il femminicidio della 29enne. Organizzazione di cui Dolci sarebbe stato sempre a conoscenza, e che dopo la morte della ragazza lo avrebbe preso di mira con aggressioni e intimidazioni.

Fino a profanare la tomba della ragazza con lo scopo di incastrarlo, sempre secondo la versione del 43enne. Nei giorni scorsi Dolci ha ricevuto la foto di una Tac cranica su WhatsApp e una lettera minatoria in cui una mano ignota lo accusa di essere il responsabile del furto della testa del cadavere di Pamela Genini, apostrofandolo con termini impropri. In un passaggio, si legge:

Parlare male di una ragazza che non può difendersi. Fai trovare la testa di Pamela, bestia. Sei la peggior bestia che esista sulla terra. Anche l'avvocato ti ha lasciato. Ti vendicherai anche di lei? Ha ragione Una (Smirnova, la madre di Pamela, nda). Tu sei una *****. Sei lo sterco umano, neanche come concime servi, maledetto.