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Investimento passivo: come funziona e perché sceglierlo

di Enrico Dannapubblicato:

La gestione del proprio portafoglio può essere più dinamica oppure improntata ad una crescita nel tempo senza particolari movimentazioni. Nel primo caso si parla di gestione attiva mentre nel secondo di gestione passiva. Vediamo i motivi per i quali un investitore dovrebbe optare per quest'ultima forma.

Investimento passivo: come funziona e perché sceglierlo

Tabella dei Contenuti

Come funziona l'investimento passivo

La scelta delle modalità di gestione del proprio portafoglio finanziario, è una di quelle opzioni che, ogni singolo, investitore, deve valutare con molta attenzione.

Al di là dei singoli strumenti finanziari utilizzati, occorre stabilire se si vuole optare per una strategia di investimento attiva o passiva.

Nel primo caso, l'obiettivo è quello di fare meglio del mercato di riferimento cercando di trarre massimo profitto da qualsiasi oscillazione (volatilità) dello stesso.

Nell'ipotesi di investimento passivo, invece, la finalità è quella di creare valore nel tempo, ovvero accrescere il proprio capitale bel corso degli anni senza fargli correre troppi rischi.

La posizione in questione può essere considerata alla stregua di quella di un investitore cassettista, ovvero colui che acquista determinati titoli azionari puntando sulla crescita di valore che potranno avere negli anni.

In definitiva, buy and hold.

Attraverso questa metodologia operativa si riducono inoltre al minimo i costi in quanto, il ristretto numero di operazioni portato a termine, origina spese di importo trascurabile, visto nel suo complesso.

Chi sceglie questa modalità gestionale?

Chi, per l'appunto, vuole che il proprio capitale si incrementi nel tempo senza sostenere costi inutili e correre rischi superflui.

Vantaggi dell'investimento passivo

Quali sono i vantaggi dell'investimento passivo?

Innanzitutto una maggior tranquillità gestionale che si va a coniugare con semplicità e minore complessità nelle scelte di investimento. Dei minori costi, si è già detto in precedenza.

L'investimento passivo è, per sua natura, estremamente semplice. L'obiettivo, infatti, è quello di replicare un benchmark ovvero un parametro di riferimento.

Se, ad esempio, la finalità è quella di replicare la composizione di un indice azionario, non dovrò far altro che acquistare tutti i titoli che lo compongono tenendo conto del peso specifico che ogni singolo titolo riveste all'interno dell'indice stesso.

Non saranno necessarie operazioni strategiche o estemporanee in corso d'opera se non quelle strettamente necessarie ad adeguarsi alle variazioni dell'indice preso come parametro.

Anche a livello di complessità di scelte d'investimento, dunque, si rasenta un livello decisamente "easy". Oltretutto non si deve nemmeno investire particolare tempo (e denaro) per studiare il mercato o le movimentazioni da mettere in atto.

Un investitore con un orizzonte di lungo periodo ed un profilo di rischio mediamente tranquillo, sarà quindi portato a sfruttare tutti i benefici della gestione passiva.

Svantaggi dell'investimento passivo

Abbiamo evidenziato i vantaggi di una strategia di investimento passivo. Ora, avendo la medaglia sempre due facce, é opportuno evidenziare le possibili criticità che un tale sistema di gestione può invece comportare.

La caratteristica essenziale dell'investimento passivo è, per sua natura, l'immobilismo. Meno ci si muove, meno rischi si corrono, meglio è.

In effetti, però, così facendo si possono perdere delle occasioni di guadagno, sia nell'immediato che nel corso del tempo.

Riprendendo l'esempio del nostro investitore cassettista, è chiara quella che è la sua strategia: comprare azioni, tenerle per diversi anni, percepire i dividendi, realizzare dopo tot anni un buon guadagno dato dalla rivalutazione del prezzo del titolo.

Nel frattempo, il mercato può però aver offerto opportunità decisamente interessanti, sia in relazione allo stesso titolo che ad altri.

Mantenendo il focus sullo stesso titolo, esso può aver subito oscillazioni anche importanti, che, in una ottica di trading (gestione attiva) avrebbero potuto massimizzare il profitto nell'immediato.

Oppure, mentre il titolo da noi acquistato si manteneva costante per anni, altri titoli presentavano opportunità di guadagno nel breve potenzialmente molto importanti.

La gestione attiva, quindi, va alla ricerca di un rendimento più elevato.

Immobilismo e attivismo non sono che i due lati opposto della stessa medaglia che vanno ad abbinarsi con lo stato d'animo dell'investitore.

Quando scegliere l'investimento passivo

Scegliere l'investimento passivo, quindi, vuol dire optare per un approccio più tranquillo e funzionale ad un investitore senza troppi fronzoli.

L'obiettivo è il conseguimento di un risultato positivo senza troppo stress sia a livello finanziario che emotivo. Non bisogna infatti scordare che, oltre al rischio di portafoglio siamo in presenza anche di quello psicologico.

Un numero elevato di operazioni, conseguenza di una strategia di gestione attiva, può generare infatti maggiore ansia, specie nei soggetti meno esperti e meno preparati.

Inoltre, come già ricordato in precedenza, la gestione passiva non necessita di particolare studio, valutazioni, etc. Non necessita inoltre di abbondanza di uno altro fattore estremamente importante, ovvero il tempo.

Un investitore che opta per una gestione passiva del proprio portafoglio, infatti, non ha la possibilità o la voglia di dedicare una quantità di tempo troppo elevata ai propri asset finanziari.

Ecco che quindi, il fatto di impostare poche operazioni e di non dover seguire più di tanto l'evoluzione delle stesse, è un comportamento che si addice appunto a chi, per scelta o per necessità, non ha la possibilità di passare troppo tempo a studiare ed elaborare le proprie scelte finanziarie.

Ricapitolando: per la gestione passiva non occorrono particolari risorse, non è necessario spendere troppo tempo, si può vivere la propria quotidianità senza stare con l'occhio incollato al monitor e si riducono al minimo i costi.

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