Smart Capital, il nuovo progetto con CrowFundMe e WeAreStarting

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
6 min

Costantini, presidente e ad di Smart Capital, ci racconta la nuova partnership con le realtà di Baldissera Pacchetti e Allevi

Smart Capital, il nuovo progetto con CrowFundMe e WeAreStarting
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Tre realtà complementari si mettono insieme per fornire servizi avanzati a una platea sempre più ampia di PMI italiane spesso alle prese con sfide difficili da affrontare da soli.
Il primo fattore è Smart4Tech, la controllata tecnologica della quotata dell’EGM Smart Capital: la società, che tra l’altro sviluppa algoritmi informatici avanzati, al 30 giugno 2025 presentava un patrimonio netto di circa 4 milioni di euro con una rilevante liquidità avendo realizzato un  valore della produzione di circa 375 mila euro.

Il secondo fattore è WeAreStarting, 259 mila euro di patrimonio netto a fine 2024 e 482 mila euro di ricavi: è già da tempo attiva nel crowdfunding con una piattaforma a supporto di startup e PMI alla ricerca di capitali online.

Infine CrowdFundMe, altra quotata dell’Euronext Growth Milan, l’unica di Piazza Affari specializzata nel crowdfunding: ha costruito una posizione di eccellenza e nel tempo ha allargato il perimetro di attività dall’equity crowdfunding al crowdfunding immobiliare, ai minibond per le PMI. Di recente ha rilevato Trusters (ancora immobiliare): il giro d’affari nel 2024 è stato di 1,7 milioni e il patrimonio era di 2,4 milioni di euro circa.

Il prodotto di questi tre fattori sarà una nuova realtà che fornirà servizi di consulenza avanzata in vari ambiti al variegato mondo delle Piccole e medie imprese italiane, con un forte contenuto tecnologico – le piattaforme di CrowdFundMe e WeAreStarting da integrare sono una parte essenziale della proposta di valore di questo nuovo progetto – che sarà sposato alla solida rete di relazioni e di competenze di Smart Capital.

Tecnicamente CrowdFundMe incorporerà Smart4Tech e WeAreStarting, che si fonderanno nel nuovo soggetto quotato mediante un c.d. “reverse take-over”. Smart Capital diventerà il socio di riferimento con poco meno del 31% del capitale e il 47% dei diritti di voto affiancando gli altri investitori e manager coinvolti con cui stringeremo anche un patto parasociale che prevederà un lockup di 3 anni – ci spiega Andrea Costantini, presidente e amministratore delegato di Smart Capital”.
Vogliamo superare anche il bias negativo che ha penalizzato finora il crowdfunding in Italia, bollandolo come attività carica di rischio e caratterizzata da soggetti spesso inesperti – aggiunge - Non siamo riusciti a sviluppare in Italia questo business, nonostante una normativa all’avanguardia, come invece è avvenuto negli Stati Uniti. Vogliamo recuperare terreno ponendo l’accento sul capital raising e sull’eccellenza consulenziale”.

A chi si rivolgerà la nuova realtà? Che caratteristiche avrà?

“Immaginiamo un soggetto che guardi ai modelli delle big 4 della consulenza, magari a realtà di dimensioni più adeguate al mondo delle PMI, come BDO o Forvis Mazars.
Al contempo immaginiamo l’offerta di servizi di advisory più da banca d’affari, come quelli di BIP (Business Integration Partners).
Immaginiamo partner/clienti con dimensioni relativamente limitate, 1-15 milioni di euro di giro d’affari e non solo startup, come può lasciare immaginare la nuova linea di business (per noi) del crowdfunding, ma anche realtà con una storia d’impresa che magari si trovano a una svolta generazionale o tecnologica. Intendiamo fornire anche prospettive di M&A, consulenze in ambito fiscale, strategico, legale che spesso le PMI non possono più raggiungere da sole.
Non intendiamo quindi rinunciare a quella prospettiva di “permanent capital” che già caratterizza Smart Capital, ma intendiamo agire da aggregatore di competenze, fino a diventare un vero e proprio hub di riferimento per le PMI italiane con servizi che spaziano dalla raccolta di finanza all’advisory nei vari ambiti.
Dalla nostra parte abbiamo oltre 150 azionisti, 15 società in portafoglio e un network di 100 mila aziende circa: tutte risorse e opportunità al servizio anche di questo nuovo progetto”.

Ci sono settori a cui guardate più di altri?

“Noi abbiamo forti competenze e relazioni nell’ambito dell’industria, della meccanica e della logistica. Siamo un partner ideale per quelle numerosissime imprese italiane, che, pur essendo delle eccellenze nella propria nicchia, vivono una discontinuità generazionale che impone una cessione oculata o magari hanno bisogno di team specializzati per affrontare sfide legali o strategiche che da soli non riuscirebbero a gestire.
In ambito crowdfunding - per noi una nuova linea di business che promette nuove attività e nuovi clienti - intendiamo valorizzare al meglio il patrimonio tecnologico di CrowdFundMe e WeAreStarting che riteniamo carico di potenzialità.

La quotata del crowdfunding ha una rete di circa 20 mila clienti in piattaforma, un team di consulenza di 12-13 persone e può costruire con WeAreStarting un asse importante per la creazione di valore condiviso, anche nell’ambito immobiliare in cui vediamo opportunità di crescita.

Le società target del crowdfunding sono naturalmente più piccole, tra i 500 mila e il milione di euro di fatturato. La nostra ampia rete sarà un’opportunità di crescita e di scala per tutti. Intendiamo alzare l’asticella del crowdfunding per fare da apripista in un settore che potrebbe svilupparsi molto di più in tutta Italia costituendo un’alternativa importante ai classici canali bancari, ai loro promotori, alle loro reti”.

Governance e Borsa

E’ prevista l’attribuzione di 9,2 nuove azioni di CrowdFundMe agli attuali azionisti di WeAreStarting e di 0,88 azioni di CrowdFundMe per ogni azione della vostra Smart4Tech (con un meccanismo di aggiustamento in determinate condizioni).
Le società apporteranno alla nuova realtà asset e tecnologie e ci sarà una certa continuità operativa.

L’ad di CrowdFundMe Tommaso Baldissera Pacchetti, soddisfatto delle nuove prospettive in ambito venture capital e private equity, diventerà il secondo azionista con l’11,01% della nuova realtà, ma resterà ad della nuova CrowdFundMe che avrà come presidente Laura Pedrinazzi, attuale direttore generale di Smart4Tech.
Nella compagine azionaria al 7,26% del capitale di CrowdFundMe si vedrà anche Herongreen (importante socio di Smart Capital e Smart4Tech) e quindi Carlo Allevi, attuale numero uno WeAreStarting che otterrà il 4,83% di CrowdFundMe.

Un patto parasociale regolerà da subito i rapporti tra le parti imponendo un CdA a 7 membri di cui 1 indipendente, 4 indicati da Smart Capital e gli altri 3 da Tommaso Baldissera Pacchetti e Carlo Allevi: tutti inseriti in un’unica lista fino all’approvazione del bilancio 2026.

CrowdFundMe resterà quindi quotata?

“Sì e rafforzerà anzi il suo ruolo di riferimento in questo business a Piazza Affari – ci spiega ancora Costantini - Tecnicamente l’operazione si configurerà come un reverse take-over e quindi, per scongiurare l’insorgere dell’obbligo di offerta pubblica di acquisto (opa) ricorreremo al meccanismo di whitewash ossia all’approvazione in assemblea da parte delle minoranze. Stimiamo di chiudere l’accordo entro aprile.

Sono naturalmente previste varie condizioni sospensive, dal golden power al via libera dell’assemblea di CrowdFundMe (qui il meccanismo di whitewash), all’ok dei soci di Smart4Tech e di Smart Capital, alla conversione degli strumenti di partecipazione in WeAreStarting.

Pensiamo di avere strutturato un sistema di governance robusto in questo business sempre più integrato tra consulenza e crowdfunding.
Nei prossimi mesi la nuova CrowdFundMe sarà direttamente chiamata all’integrazione delle piattaforme e all’intervento nelle nuove attività”.

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