Vola il dollaro, euro sui minimi da oltre un anno
pubblicato:La moneta unica segna il passo, dollaro sostenuto da prospettiva tassi e protezione da volatilità del settore tech

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Dollaro in rally, rifugio dalla volatilità dell'AI
L'euro estende le perdite nei confronti del biglietto verde e tocca i minimi da fine maggio 2025 quindi da circa un anno e un mese. La forza del dollaro non si manifesta solo nei confronti della moneta unica: anche il dollar index - sintetizza i tassi di cambio nei confronti di euro, yen, sterlina, dollaro canadese, corona svedese e franco svizzero - si è spinto oggi sui massimi dal 13 maggio dell'anno scorso.
Le cause di questi movimenti sono svariate. Tra queste possiamo citare il sell-off che ha colpito il settore semiconduttori-AI dopo il rally degli ultimi mesi: ieri l'indice SOX di riferimento per i mercati nordamericani ha fatto segnare -7,43%. NVIDIA ha terminato a -4,15%, ma anche in Europa e Asia le azioni del settore hanno accusato pesanti perdite. Il rischio di estensione della correzione ha spinto gli investitori a rifugiarsi nel porto sicuro rappresentato dal biglietto verde.
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Fed più aggressiva della BCE
L'altro elemento di forza del dollaro è rintracciabile nello scenario di politica monetaria. Operatori e investitori stanno progressivamente puntando verso un doppio incremento dei tassi ufficiali americani entro fine anno. L'inflazione è in crescita - anche se meno del previsto - e altri indicatori - ieri il PMI manifatturiero - segnalano un buona tenuta dell'economia a stelle e strisce.
Certo, fa specie che aleggi la prospettiva di due incrementi dei tassi sotto il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, dopo che Trump ha fatto il diavolo a quattro contro il predecessore Jerome Powell reo, secondo il funambolico presidente USA, di non voler aiutare il Paese riducendo i tassi.
Al momento il CME FedWatch Tool prevede un incremento da 25 bp tra le riunioni di fine luglio e di metà settembre e quasi un altro a dicembre, mentre un mese fa la stima era per un solo aumento a ottobre. I future sull'euribor a tre mesi al momento indicano un +25 bp nella riunione di fine ottobre della BCE. Sembra quindi destinato ad ampliarsi il differenziale dei tassi a breve, a favore del dollaro.
L'analisi del grafico di EUR/USD
Prendendo in esame il grafico di EUR/USD possiamo osservare il segnale ribassista inviato ieri con la violazione dei supporti rappresentati dai minimi di agosto 2025 e marzo 2026 in area 1,14. Il cambio è quindi uscito al ribasso dalla fascia laterale in cui si era mosso per oltre un anno. Si prospettano ora ulteriori approfondimenti verso 1,1065, minimo del 12 maggio 2025, con la possibilità in ottica di medio termine di inversione della tendenza ascendente partita a gennaio 2025 da 1,0146: conferme in tal senso sotto 1,0730.
Per scongiurare questo scenario EUR/USD dovrebbe in primis tornare superare gli ex supporti di breve a 1,15 per poi attaccare i recenti massimi a 1,1623. In caso di successo la moneta unica potrebbe ambire al ritorno sugli 1,1849 di metà aprile, ostacolo decisivo in vista del top dal 2021 a 1,2079 di inizio anno.