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Manovra 2023, riforma fiscale per lavoratori autonomi e dipendenti: chi ci guadagna?

di Miriam Ferraripubblicato:

Al via la riforma fiscale nella Manovra 2023: per i lavoratori autonomi e le Partite Iva è stata introdotta la flat tax al 15% per chi aderisce al regime forfettario fino a 85.000 euro, per i dipendenti il taglio del cuneo fiscale fino a 3 punti per i redditi più bassi. Chi ci guadagna?

Tabella dei Contenuti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza della Manovra 2023, inserendo - tra le altre misure - anche la riforma fiscale.

Da un lato c'è la flat tax per i lavoratori autonomi in regime forfettario fino a 85.000 euro (con paletto), dall'altro lato c'è il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti (più elevato per chi possiede un reddito basso).

Ci sono poi diverse agevolazioni sulle tasse: l'Iva al 5% su assorbenti e prodotti per l'infanzia, la carta risparmio spesa, la proroga del bonus prima casa per i giovani under 36, e l'aumento del costo delle sigarette. Scongiurati, invece, gli aumenti sulle multe.

In merito alla riforma fiscale, chi ci guadagna e chi ci perde con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023? Ecco alcune simulazioni e chi pagherà meno tasse dal prossimo anno.

La spartizione delle risorse della manovra 2023

Riforma fiscale: quali sono le misure per i lavoratori autonomi

Cerchiamo di analizzare, in primis, quali sono le misura approvate nella Manovra 2023 per i lavoratori autonomi, limitatamente alla riforma fiscale.

Come annunciato dal Governo - e fortemente voluto dal centrodestra - dal 1° gennaio 2023 arriva la flat tax incrementale per le Partite Iva che aderiscono al regime forfettario, con un nuovo limite di fatturato innalzato a 85.000 euro.

La flat tax incrementale prevista dal Governo sarà al 15%, ma con un paletto: oltre la soglia dei 100.000 euro di fatturato è previsto il ritorno al regime ordinario.

Questo permetterebbe ai lavoratori autonomi di accedere a un regime fiscale più vantaggioso rispetto a quanto previsto per i lavoratori dipendenti o i pensionati.

Riforma fiscale: quali sono le misure per i lavoratori dipendenti

Passiamo, invece, alle misure fiscali approvate per i lavoratori dipendenti: in primis, il taglio del cuneo fiscale a doppia direzione:

  • fino a 3 punti per i reddito sotto i 20.000 euro all'anno;

  • fino a 2 punti per i redditi fino a 35.000 euro all'anno.

Il vantaggio netto per i lavoratori con un reddito compreso tra 15.000 e 30.000 euro si aggira tra i 24 e i 45 euro al mese per 13 mensilità. Il beneficio lordo, invece, si stima tra i 34 e i 69 euro al mese. Le stime provengono dalla Fondazione nazionale dei commercialisti per Ansa.

Non solo: la Manovra 2023 prevede anche la detassazione del premi aziendali, che passa dal 10% al 5%, fino a un massimo di 3.000 euro all'anno (i cosiddetti fringe benefits).

Manovra 2023, la riforma fiscale: chi ci guadagna?

Chi ci guadagna, quindi, con la nuova riforma fiscale inserita nella bozza della Manovra 2023?

Riportiamo le simulazioni elaborate per Qn da Leonardo Nesa (consigliere nazionale dell’Unione Nazionale dei giovani commercialisti) e Massimiliano dell’Unto (presidente Commissione consulenza del lavoro e welfare aziendale).

Pare che a trarre i maggior benefici saranno le Partite Iva che registrano un guadagno di oltre 65.000 euro all'anno.

Facciamo un esempio per capire. Consideriamo un lavoratore autonomo che ha conseguito 75.000 euro in un anno: il risparmio Irpef della nuova riforma fiscale ammonterà a 9.880 euro. Per un reddito fino a 85.000 euro, invece, il risparmio si attesa sugli 11.890 euro.

Decisamente meno generoso è invece il regime fiscale per i lavoratori dipendenti, che con il taglio del cuneo fiscale ottengono ben pochi benefici.

Per esempio, per un lavoratore che consegue un reddito inferiore a 35.000 euro, il taglio varia da 2 a 3 punti, ovvero da 500 euro (reddito inferiore a 20.000 euro) a 700 euro (reddito inferiore a 35.000 euro) di risparmio.

Infine, un lavoratore dipendenti che consegue un reddito pari a 15.000 euro all'anno, si troverà un aumento da 300 a 450 euro all'anno.

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